Tunisia

I miei Viaggi

 

  Tour della Tunisia ( la porta dell'Africa)

 

 

 

tunisi 7 settembre1987 - il giorno dell'imbarco. 

 

Da comunicazioni d'agenzia era da presentarsi per i 

documenti e i bagagli all'aeroporto Guglielmo

Marconi di Bologna nel primo pomeriggio. Io c'ero.

Consegniamo i documenti e le valigie e ci 

aggreghiamo al gruppo in attesa dell'imbarco.

Ricordo perfettamente l'arrivo a Tunisi. Ore 17.00. Raccolti i bagagli,il gruppo si cominciava a delineare, infatti la "guida locale" ci indicò il pullman con il quale ci dirigemmo all'albergo.Un pò di chiacchiere con gli altri partecipanti, cena e poi tutti a nanna.

 

 

 

 

ingresso della medina a Tunisi 2° giorno, Tunisi

 

  prima colazione e partenza per conoscere la città di Tunisi.

Tunisi, capitale della Tunisia, è il centro culturale ed economico del paese. 

Tunisi ha un doppio volto, quello arabo con il suo centro storico, tra cui la medina   ( una delle più belle della Tunisia), i minareti, i souk, gli hammam (bagni turchi) e il museo del Bardo, uno dei più ricchi musei del mondo. L'altro volto è quello moderno, con numerosi alberghi e con una rinomata stazione balneare in periferia.

La sera, dopo cena, stanco della intensa giornata trascorsa, ci sediamo un attimo sui comodi divani dell'albergo e lì conoscemmo quelli che poi divennero i miei inseparabili compagni di quel viaggio e di tanti altre avventure: Giuseppe e Novella.

 

 

 

3° giorno - El Djem e Sfax

 

anfiteatro romano a El Djel  Di buon mattino partenza per El Djem ( antica Thysdrus). La Tunisia è anche terra ricca di storia, ha ospitato civiltà come quella cartaginese, bizantina e romana, tutte civiltà che hanno lasciato molte tracce di se. Infatti appena arrivati a El Djem si ha un  un impatto con la mole e la massa dell'anfiteatro romano, capace di 35.000 posti, emergente dalla pianura. Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Sfax, splendida cittadina di mare dove la ricettività alberghiera è   qualitativamente buona. Termine della giornata in piena libertà,  pertanto capatina d'obbligo : la medina ancora racchiusa fra le sue vecchie mura, i souck che occupano quasi per intero il dedalo di stretti e tortuosi vicoli del centro storico

 

 

 

 

oasi di gabes4° giorno. Lasciata Sfax ci dirigiamo verso Gabes.

 

Arrivati, prendiamo alcuni calessi con i quali facciamo un giro per l'oasi marittima, decisamente molto bello e caratteristico. Pomeriggio e serata libera. .

Mi torna alla mente il caldo vento che spirava dall'interno del deserto, quel vento caldo che da sapore alle notti mediterranee, quelle notti tanto decantate dai poeti, quelle notti che con il loro intenso e tiepido profumo ammantano di magia i gesti più semplici, concedono la giusta dimensione al relax.Dove non arriva l'ospitalità dell'uomo arriva il caldo abbraccio della natura tunisina: il cielo stellato, la spiaggia, il mare.

 

 

 

 

 

5° Giorno - Djerba

 

Djerba- la sinagoga della Ghriba

Di buon mattino lasciamo Gabes e ci dirigiamo verso l'isola di Djerba. L'isola è collegata alla Tunisia grazie ad un ponte, un vecchio argine romano, lungo 7 km che collega l'isola al continente. Djerba la dolce è una rinomata e frequentatissima stazione balneare,decidemmo pertanto di andare sulla spiaggia dove facemmo un bagno rilassante e dove specialmente c'era la possibilità di fare un giro sul cammello.  Dopo il pranzo visita alla sinagoga de la Ghriba ed infine ci infiliamo fra le stradine in cerca di buoni affari. Parola d'ordine è CONTRATTARE. Ogni cosa in Tunisia si contratta. Ricordo che all 'interno del souck avevo notato un coltello bellissimo ( a me piace riportare  a casa come souvenir dei paesi che visito, un coltello) ebbene, il mio amico Giuseppe ed io iniziammo la contrattazione che durò all'incirca un ora ; alla fine della quale il prezzo fu di 5 dinari, 2 penne biro, 2 yogurt e una cantata. A questo punto dovevamo pagare e mantenere il nostro impegno. Fu così che cila spiaggia e il mare di Djerba

 mettemmo a cantare a squarcia gola. "O Sole mio" . Non vi dico che attrazione eravamo diventati.Tornati in albergo per la cena, ci aspettava lo spettacolo serale organizzato dall'albergo : la danza del ventre.

Preludio: giro di foto con molti presenti, poi tutti a nanna.

 

 

 

 

 

 

6° giorno  

abitazioni troglodite a Matmata

Lasciamo Djerba. All'interno dove finisce la fascia costiera ricca di vegetazione verde e rigogliosa, la Tunisia vive delle Oasi, palmizi e brevi corsi d'acqua limpidissimi. Una sequenza ininterrotta di piccole montagnine,segnate da scarpate sassose e nude,  in un  paesaggio ondulato di nuda argilla,nasconde crateri in cui si aprono abitazioni sotterranee, è Matmata. Il più famoso villaggio scavato per difendersi dalle incursioni berbere. Una oscura galleria porta, fra pareti di terra, fino al fondo piatto e circolare del cratere, dove si aprono gli ingressi dei locali scavati nella terra, e dove ancora oggi gli abitanti vivono come gli antenati. Qui, in questi piccoli villaggi silenziosi, sembra che il tempo si sia fermato, consegnandoci immagini di vita quotidiana, che ci riportano a ritroso nel tempo. Antichi gesti che si ripetono nel tempo, all'interno di queste case scavate nel terreno.  Ripartiamo e ci dirigiamo verso Medenine. Questi altipiani rocciosi hanno costituito la patria di quelle tribu che divenute stanziali si sono dedicate all'agricoltura; le antiche costruzioni di tufo disposte su due piani che attirano subito l'attenzione sono le antiche ghorfas; granai dove veniva conservato il raccolto.  

                 Medenine  - le ghorfas

L'intero complesso, appartenuto alla Confederazione degli Ouerhamma, era il granaio collettivo fortificato per difendere ciò che i contadini avevano prodotto. Alcune ghorfas sono state trasformate in albergo che riesce a trasmettere, a chi decide di soggiornare, l'esatta dimensione degli usi e consumi di quella popolazione.Ripartimmo per la volta di Douz. All'improvviso come per incanto compare il deserto del Sahara, un'enorme distesa di sabbia,dove la tavola cromatica si riduce a due soli colori, il grigio delle dune e il blu del cielo; un oceano dove le uniche navi che possono scivolarci sopra sono i cammelli. Tagliamo direttamente per il Chott el Djerid , la grande pianura salata dove tutti i miraggi sono possibili. Il lago salato è un deserto dove se si scava un pò  affiora il lago salatodell'acqua pregna di sale. Molte le formazioni cristalline, le famose rose del deserto, che si formano. Assumono colorazioni diverse a seconda della profondità in cui si trovano, Facile è trovare chi le vende per pochi dinari. Continuiamo il viaggio fino a Tozeur,la capitale dei datteri, cittadina immersa in un palmeto verde,che si trova ai piedi  del grande deserto del Sale. Cena e pernottamento.

 

 

 

 

 

7° giorno - 

 

Ci allontaniamo da Tozeur e ci dirigiamo verso Nefta, la città religiosa dello Djerid con numerose piccole moschee e il famoso picco di Sidi Salen da dove si ha il colpo d'occhio completo sull'oasi e sul circostante deserto.Qui troviamo altri splendidi palmeti e Belvedere da "cartolina". In queste isole di verde in pieno deserto è possibile fare conoscenza con esemplari della fauna locale, tenuti in piccoli zoo. Infatti anche noi visitiamo lo zoo di Nefta,dove il sottoscritto va a fare le carezze ad un vecchio leone.Giuseppe accarezza il vecchio leoneDopo la visita di Nefta ci dirigiamo verso Kairouan, essendo la quarta città santa dell'Islam dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme è il centro di culto dell'intera Tunisia, tanto da dispensare dal viaggio alla Mecca, se si visita sette volte la Grande Moschea.   La moschea di Kairouan , chiamata la moschea di Amor Abada, è stata edificata, in parte,con elementi e frammenti cospicui di edifici di epoca classica. Impressionante è la "foresta" di colonne della sala delle preghiere, in marmo bianco e porfido, e i capitelli di varie epoche e stili. Altra moschea interessante da visitare è quella del Barbiere; poi il souk, autentico centro del tappeto tunisino e la cinta muraria.

 

 

 

8° giorno

Lasciamo alle spalle Kairouan e ci dirigiamo verso Tunisi. Quindi attraversato Sousse ,sdraiata all'ombra dell'altissimo forte, puntiamo verso la splendida Sidi Bou Said delizioso e pittoresco paesino arroccato su di una collina a picco sul mare, e dove le Sidi Bou Saidcase tutte rigorosamente bianche con i tetti e le finestre blu, la rendono simile ad un paese greco. E' sicuramente d'obbligo un caffè al Cafè Des Nattes, caratteristico bar locale, che una lunga scalinata bianca pone significativamente al di sopra della folla di visitatori.Proseguiamo per Cartagine, punica prima,e romana poi. I monumenti sono frammisti e inseriti nel tessuto urbano moderno.Rientriamo a Tunisi per imbarcarci sul volo che ci riporterà in Italia.  tra poco tocca a noi. Una triste solitudine invade questa terra. Porta ad un percorso misterioso,l'aereo che ci riporterà a Bologna di uomini vissuti in diversi periodi storici e di molteplici influenze. Alcuni passi solitari chiudono la pagina di questo diario che è nella mia anima,aggiungendo esperienza di vita. Mi riprometto di ritornare al più presto, a visitare questo splendido paese.

 

GRAZIE MAGICA TUNISIA!

 

 

 

 

 

 

                 

Turchia

 

Perù e    Bolivia

 

Canarie e Marocco in crociera

 

Egitto e Mar Rosso

 

Operazione sorriso, ovvero viaggio alpino in Russia col camper
Pamplona e la corsa dei tori
Vietnam -       Laos - Cambogia

   Torna ad inizio pagina

  Torna a  " I miei viaggi "

   Torna all'indice del sito

   Vuoi vedere le foto del viaggio ?