STORIA DI UN ALPINO        ( 2°  PARTE  )

Passati alcuni anni da quel fatidico “ E’ finita! “ , essendo in me, rimasto molto vivo il ricordo dei bei giorni passati nelle vesti verde-kaki, miRaduno Sezionale a Porretta T 1998 sono iscritto al gruppo ANA del mio paese e oggi posso dire con certezza di aver contribuito,nel mio piccolo, alla crescita del gruppo ,alla costruzione di una sede che nel mio paese non vi era mai stata,e a creare un profondo legame con la gente.

A volte, d’improvviso, certe immagini scorrono nella mente come fossero attuali, provocando forti emozioni alle quali non resta che abbandonarsi: uno squillo di tromba, una bandiera svolazzante e come d’incanto, in un momento appare diverso , solenne.

La testa che guarda in alto come cento volte ha fatto  sotto il sole, l’acqua e la neve.

Non so perché, ma essere alpino resta sempre qualcosa di cui andare fiero. Essere alpino è perpetuo.

Il vecio e la burbaIl bello degli alpini è che riescono a coinvolgere non solo se stessi ma anche le persone che stanno loro vicino. Un canto , una penna nera, un rosso sorriso, un umile saluto.

Alpino che sa trasmettere gioia, che sa dare un taglio semplice e profondo alla vita.

Un carisma che ti rimane.

E’ vero che ognuno di noi ha altre attività ben più importanti cui dedicarsi: il lavoro, la famiglia e tante incombenze che ogni giorno gravano su di noi.

Ma sono convinto che tutto questo ci permette di avere ancora del tempo e soprattutto una mente pronta da dedicare al nostro gruppo.

Se concediamo alcuni momenti con lavoro attivo, proposte concrete certamente ci sentiremo parte di un insieme che opera per tutti; il nulla è deleterio.

Non è il numero degli iscritti l’obiettivo primario a cui si deve mirare, ma a soci che prendano parte a tutto ciò che riguarda l’attività del gruppo, chePadova 98 Il gruppo di Porretta al Raduno Nazionale ne condividano il lavoro, che si sentano coinvolti, che diano suggerimenti, che si facciano promotori di iniziative.

Certo, tutti i gruppi sono importanti, ma  i gruppi ANA delle piccole realtà di montagna ricoprono una importanza fondamentale; visto che rappresentano, in certi  casi, l’unico  riferimento organizzato per la vita socio- culturale e umanistica della popolazione.

Ogni anno poi, l’ Adunata Nazionale, dove vive un mondo di sentimenti e di passioni che al momento giusto si distende in una sfilata viva e composta, serena e solenne.

Sulle facce di migliaia di Alpini c’è l’orgoglio di essere lì, protagonisti veri e consapevoli.

Rossosch ( Russia ) Socializzazione con la gente del PostoE’ bello essere fieri della propria entità, è bello essere  semplici amatori della vita.

Non so perché ma qualsiasi alpino è sempre stato e resterà rispettoso della dignità umana, della libertà e della gioia di ogni singolo uomo.

Un alpino crede in ciò che fa. Non chiede né gloria, né fama,ma solo di vedere la gente felice.

Semplice nelle sue azioni e umile nei suoi ideali, un alpino marcerà cantando nel cammino della propria vita….per sempre.

 

W  gli Alpini !

 

 

 

Storia di un Alpino  (  1°  parte )

Operazione sorriso ovvero viaggio alpino in Russia col camper

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