STORIA  DI  UN  ALPINO                 (  1° PARTE )

Correva l'anno 1969 ,(15 luglio), il sottoscritto  Giuseppe, come ogni giorno era nella città di Bologna a lavorare; quando a metà mattinata fui interrotto dal mio lavoro da un collega che diceva: "Vai al telefono, c'è tuo padre che ha bisogno" fui preso da un attimo di sconcerto, chissà cosa sarà successo a casa. Invece "nulla di grave"  disse  mio padre, la cosa che  volevo dirti è che sei stato chiamato a fare il militare e il giorno 17  luglio ti devi presentare alla Scuola Militare Alpina di Aosta ,poi, nella lettera, vi sono altre sigle ma che non so cosa vogliono dire e sono che vai al  23° corso A.C.S. ; comunque ne parliamo questa sera al tuo ritorno. Rimasi alcuni attimi in silenzio e immobile..."ma come nulla di grave...porca miseria, fra un giorno e mezzo devo partire e Lui dice nulla di grave? " Ripresomi , terminai la mia giornata di lavoro, ma con un ronzio continuo in testa..."Fra un giorno chissà dove sarò,cosa farò e soprattutto dovrò lasciare i miei colleghi di lavoro per 15 mesi." Il giorno dopo rimasi a casa dal lavoro e preparai  (a malincuore ) la mia valigina; poi uscii a salutare tutti i miei amici che per un pò non avrei più visto.

 

17 LUGLIO 1969........PARTENZA!

 

Che tristezza! Mi allontano da casa, dopo aver baciato i miei genitori, raggiungo la stazione F.S. salgo sul treno e via per la nuova avventura della mia vita. Raggiungo Aosta verso sera, non faccio in tempo a scendere dal treno che alcuni militari erano già pronti come avvoltoi a prelevarmi per condurmi in caserma. per fortuna non ero solo, come me ne avevano accalappiati tanti altri; ci fanno salire su un camion militare e via per l'ingresso in caserma. Appena entrati,il camion si ferma e un militare con fare deciso ci urla: " Tutti giù dal camion , muoversi.......dove credete di essere .....veloci.....mettetevi tutti in fila ! "  Poco dopo arriva un altro militare , chiede uno ad uno il nostro nome e poi ci indirizza chi a destra chi a sinistra. Non capivo più niente, finchè il militare si rivolge al nostro gruppetto e dice: " Allora voi fate parte della 5° squadra - 3°compagnia.......ricordatevi!...e adesso seguitemi....." Come delle oche, in fila indiana seguiamo quel militare; entriamo in un grande stanzone dove vi sono tanti altri militari , ognuno di loro ci  inquadrava un pò, poi ci hanno consegnato del vestiario.....immaginatevi quando, qualche ora dopo, abbiamo dovuto indossare quegli indumenti.........che strazio!!!!!!

L'unica cosa che mi andava bene erano le scarpe perchè avevo detto il mio numero, per il restante se fossi andato in un circo a fare il pagliaccio , sicuramente tutto il pubblico avrebbe riso dei miei stracci. Ci assegnano una branda e poi tutti a nanna. La stanchezza era tanta, ma chi riusciva a dormire in una bolgia così?  Dal  mattino seguente iniziò veramente l'avventura che si è poi protratta per ben 15 mesi.

Il tempo non passava mai, le giornate mi sembravano eterne.....il nostro capo squadra ( Sergente Belleri) tutti i giorni ci faceva marciare a più non posso ,smontare e rimontare armi,lezioni di logistica ecc.ecc.  perchè dovevamo essere tutti preparati per il giorno del giuramento.

Il giuramento, lo aspettavamo tutti con ansia, primo perchè speravamo che dopo ci avrebbero lasciati un pò più tranquilli e secondo perchè i miei genitori mi avevano scri8tto che sarebbero venuti a trovarmi. Che felicità.. poterli rivedere.

Finalmente arriva il giorno del giuramento, la manifestazione procede in pompa magna, noi tutti inquadrati come tanti birilli alla fine del discorso del Comandante della Caserma che ci urla: " Lo giurate voi? " noi tutti in coro rispondiamo " Lo giuro!  " Ecco , finalmente sono un vero militare.....alpino. Ah! dimenticavo............lo sapete cosa voleva dire la sigla A.C.S.? Allievo Sottufficiale di Complemento...........insomma se nei cinque mesi che ero ad Aosta, avessi studiato e fossi stato promosso ,sarei diventato Sergente.

( la cosa non mi dispiaceva per due motivi: primo perchè sarei andato anch'io a fare il capo squadra; secondo perchè avrei preso un buon stipendio anzichè le 158 lire al giorno che ci davano.) Ritorniamo al termine del giuramento. Per me , fu una gioia immensa poter rivedere i miei genitori, andammo a pranzo insieme, gironzolammo tutto il pomeriggio per Aosta, poi purtroppo, di nuovo il distacco....bhe, ciao  cari genitori e speriamo di rivederci  presto.

Il giuramento era fatto, ma anche per i mesi seguenti non cambiò proprio nulla......marce, smontare e rimontare armi, percorsi di guerra,ecc.ecc. finalmente arrivò il giorno dell'esame. Devo essere sincero, ero emozionato come quando a scuola dovevo dare un esame, comunque bene tutto quello che finisce bene. Il mattino seguente ci avrebbero comunicato la nuova destinazione.

Quel mattino eravamo un pò tutti agitati......."chissà dove mi manderanno" questo era quello che ci chiedevamo! Tutti pronti all'appello e il comandante la compagnia inizia a chiamare i nomi indicando la nuova destinazione di ognuno. Caporal Maggiore Malpassi Giuseppe urlò, comandi" risposi ; e lui allora continuò dicendo: "destinazione B.A.R. a L'Aquila" "Signorsì" risposi. Ma dentro di me dicevo: "ma dove diavolo sarà questo posto, ma! vedremo.

 

17 DICEMBRE 1969  PARTENZA DA AOSTA .........DESTINAZIONE  L'AQUILA.

 

Ci buttano giù dal letto molto presto, totale 16 alpini, ci vestiamo in fretta, raccogliamo tutto il nostro vestiario e usciamo dal nostro camerone; fuori, nel piazzale c'è già il camion che ci porterà alla stazione di Aosta ,cosa che succede di lì a poco. Saliamo sul treno con tutti i nostri zaini e ...via per la nuova destinazione.

E' quasi mezzanotte quando sopraggiungiamo alla stazione dell'Aquila, e qui,come il primo giorno di naia, c'è un camion e alcuni sergenti ad aspettarci .Non vedevano l'ora che arrivassimo! Anche loro iniziarono a gridare: " Dai tutti sul camion, muoversi,dai veloci che è tardi." Noi in men che non si dica salimmo su quel camion. Partenza,come in formula uno, ci ritroviamo gli uni abbracciati agli altri, va bhe, ci facciamo una risata, ci rimettiamo a sedere ai nostri posti nell'attesa che si arrivi a entrare in questo........B.A.R.  .

Ma  cosa avete capito, non è il bar sotto casa ma BATTAGLIONE ADDESTRAMENTO RECLUTE .

Entriamo in caserma, giù di corsa, prendere armi e bagagli,così ci urlano, e seguiamo i "veci" sergenti. Cammina, cammina, non si arrivava mai alle nostre stanze. Ma possibile che le stanze siano così distanti? questo era quello che dicevamo fra noi . Poi finalmente ci fanno entrare in uno stanzone grandissimo, tutto vuoto, ci assegnano una branda e poi...........no, non ci fanno andare a dormire, hanno voglia di divertirsi pertanto ci fanno salire sulle plancie che sono sopra al letto ( per chi non lo sa, le plancie sono dei tavoloni grandissimi ,alloggiati sopra le brande dove i militari ci appoggiano la borsa vestiario e zaini ) e quindi dobbiamo fare l'aquila che vola, in gergo militare " Cucumea, cucutea" Volete sapere in cosa consisteva? Ebbene ,tutti in piedi sulla plancia, poi alternandoci, quelli che dicevano cucumea dovevano piegarsi sulle ginocchia mentre gli altri rimanevano in piedi; dopodichè iniziavano a piegarsi sulle ginocchia quelli che dicevano cucutea e gli altri si alzavano in piedi. Tutto questo è durato una mezz'oretta per il divertimento dei "veci" ,ma devo essere sincero, anche il nostro. Finalmente tutti a letto.

Il mattino seguente uno dei veci sergenti ci viene a prelevare per farci conoscere la caserma, bhe............sapete quale è stata la meraviglia?   Il nostro stanzone distava non più di 50 m. dall'ingresso della caserma. Quei furboni dei " veci" , la sera prima, con il favore delle tenebre, ci avevano portato in giro,carichi come muli, per tutta la caserma . Risata generale!

I restanti mesi sono trascorsi abbastanza tranquilli,  ogni tanto una scappatina a casa a vedere come stavano i genitori, a passare una serata assieme agli amici e via così fino al giorno del sospirato congedo.

E' il 16 ottobre 1970, il giorno che precede la giornata dell'addio alla naia e il ritorno allo stato civile; la sera dopo che è suonato il silenzio per le nuove reclute appena arrivate, quindi loro sono già tutti a nanna a dormire o a sognare chissà che cosa; noi sergenti congedanti ci ritroviamo al centro del cortile interno della caserma e lì attendiamo che tre trombettisti ,saliti per l'evento sui tetti delle palazzine della caserma, ci suonino il "silenzio fuori ordinanza", passano alcuni minuti ed eccoli con quella musica che non dimenticherò per tutta la vita. Sembrava un suono celestiale, la pelle mi si accapponava, i peli si erano rizzati e dagli occhi uscivano lacrime di gioia .Favoloso,entusiasmante! I trombettieri terminano di suonare, c'è un silenzio di tomba, ecco allora sgorgare dalle nostre bocche un urlo bestiale: "E' FINITA!".Tutti e 16 , ci abbracciamo, ci salutiamo con l'augurio di ritrovarci un giorno. devo ammettere che dei 16 che eravamo ne ho rincontrati solo due, ma siccome la speranza è l'ultima a morire, spero e mi auguro un giorno di poter rincontrare gli altri miei colleghi di avventura.

Il mattino seguente "17 OTTOBRE 1970" tutti alla Stazione e ognuno per la sua amata casetta. CONGEDATI! Ciao ragazzi!

 

 

CIAO RAGAZZI!

 

 

STORIA DI UN ALPINO       (  2° PARTE   )
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OPERAZIONE SORRISO ovvero VIAGGIO ALPINO IN RUSSIA COL CAMPER