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Vietnam - Laos - Cambogia |
Da molto tempo pensavo di fare un viaggio alla scoperta di paesi usciti da una terribile guerra che ha provato uomini e civiltà, per conoscere la sua gente, il suo volto, la sua esistenza.
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Il
viaggio….. 08/11/1998
- 29/11/1998 Partenza da Roma e prima destinazione : Cambogia
Metropoli
rumorosa, trafficata e con una umanità disgraziata: troppi i bambini che
chiedono la carità, troppi gli storpi vittime delle mine che ancora ci
sono inesplose, ancora forte il trauma di un regime, quello di Pol Pot,
che ha ucciso migliaia di Cambogiani. Ma
ripartiamo dalle bellezze di questa città. Phonom-Penh con i suoi mercati
e la possente statuaria in pietra del museo nazionale e con le eleganti
forme del Palazzo Reale, alla fine mi rendo conto che la città non è poi
così brutta, anzi girandola rimango affascinato.
Proseguiamo
il viaggio per Siem Reap, punto di partenza per la visita di Anghor Wat,
il tempio-montagna costruito sotto il regno di Suryavarman II , il tempio
è considerato il complesso religioso più grande del mondo. Il complesso è circondato da un enorme fossato, attraversato da una strada rialzata, da questo punto, il complesso con le sue 5 torri è veramente spettacolare.
Nei giorni a seguire visitiamo il tempio di Bayon ( Anghor Tom ) una vera perla; gli alberi del Ta Prohm con le rovine avvolte dalle radici; gli splendidi bassorilievi di Banteay Srey; la terrazza degli Elefanti e tantissimi
altri templi minori.
Lasciamo Anghor, si parteal mattino presto dal molo dove prendiamo posto sull’imbarcazione che ci riporterà a Phnom Penh , navigando sul lago Tonle Sap. Il viaggio è fantastico. |
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Siamo nell’antica Saygon, trffico caotico, ci sono biciclette e motorini ovunque, non vi sono regole ferree per la circolazione e negli incroci in centro città, passa di fatto chi arriva per primo. Poi tutti suonano, hanno clacson così forti da
fare invidia ad un transatlantico. Visitiamo
il museo della guerra, il palazzo della riunificazione, poi una capatina
sul delta del Mekong e Cu Chi, la famosa città sotterranea scavata dai
Vietcong al tempo della guerra. Da Ho Chi
Minh iniziamo il viaggio verso Huè. Raggiungiamo Phan Thiet sulla costa,
quindi Mui le sand con dune dalle forme spettacolari ed arriviamo a Na
Trang. Cittadina un po’ caotica con una striscia di spiaggia molto
turistica.
Visitiamo
l’isola di Hon Tre,
Proseguiamo, visitando l’isola di Qui-Nho’n, la cittadina di My-Lay e Hoi-Han antica città fluviale e porto marittimo; qui facciamo anche una escursione sul fiume Thu-Bon…..
Bella! I giorni trascorrono e finalmente arriviamo ad Huè, l’antica capitale dei re Nguyen, il cui fascino è la visita della cittadella. Qui purtroppo abbiamo avuto una brutta esperienza in quanto abbiamo dovuto visitare la cittadina completamente allagata dai forti temporali, ( l’acqua arrivava alle ginocchia ). Anche
questo fa parte di nuove esperienze di viaggio.
Si prosegue il viaggio per Hanoi, una città rimasta ferma nel tempo con le sue antiche usanze e tradizioni. Raggiungiamo poi, la splendida baia di Ha long dove ci imbarchiamo su un sampam per girare tra le 3000 isolette rocciose dalle forme più strane e fantasiose.
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E i
Laotiani? Assistere alla sfilata dei monaci per la questua mattutina; ( la
cosa non è organizzata per i turisti ma è una prassi di vita quotidiana)
con tante persone ferme ai margini della strada per mettere ognuna un
pugno di riso nelle ceste con coperchio dei monaci, che scalzi, con le
loro tuniche arancioni percorrono la silenziosa strada principale, mentre
l’alba comincia a spuntare con i suoi splendidi colori. Infine con
un’imbarcazione ci dirigiamo a visitare le Grotte Sacre di Pak Ou sul
fiume Mekong. Un posto inusuale e suggestivo. Due grotte, una
superiore e una inferiore, quella superiore non è illuminata, quella
inferiore è piena di una quantità enorme di piccoli Buddha….offrendo
uno spettacolo bellissimo.
rientrare
in Italia. La cosa mi rende un po’ triste, il viaggio è stato il più
bello in assoluto che ho fatto. Lungo la strada che ci riporta all’aereoporto ammiriamo il tramonto, è il saluto che ci dà l’Indocina.
Se vi è piaciuto il viaggio, guardate anche le foto che ho scattato! |