Raccolte

Il mondo di Giuseppe  (indice)

 

" DUE DECADI ED UN DECIMO "

( Riassunto di 21 anni di vita )

di Matteo Malpassi

Matteo Malpassi

 

PRESENTAZIONE

 

     La nostra cultura occidentale,  e specificatamente italiana, ci ha allevato secondo schemi e modelli di vita storicamente derivati,accumulatisi nel tempo.

    Noi siamo oggi, il prodotto di quello che si è agitato ieri.

    E’ così per tutti, ognuno nella sua piccola esperienza personale, cumulativa con quella degli altri esseri della specie, secondo le leggi di una storia che si legge chiaramente solo col senno di poi.

    Oggi, dunque, io sono il risultato di una catena di appetiti, scelte, idee, circostanze che ha preso vita da soli ventun anni a questa parte, ma che affonda le sue radici in chi mi ha generato e nel momento in cui queste persone hanno vissuto e giù , giù sino all’alba del primo sole……

    Ho voluto tirare, per un attimo, i remi in barca e volgermi indietro per osservare il cammino da me compiuto ad ora, nello spazio e nel tempo.

    L’ho fatto andando a cercare negli archivi della mia mente, informazioni simboliche che ho raccolto in questo libercolo.

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E DICO CHE….

 

         Quello che leggerete saranno i prodotti delle reazioni istintivo-razionali che si sono innescate nel mio conscio, ma soprattutto nel mio inconscio.

         Non riducete, però, la mia persona a queste parole, poiché esse sono solo i vettori di tutte le altre notizie collaterali che solo chi leggerà tra le righe, potrà estrapolare.

         Noterete bene da soli l’evoluzione di forma e tematiche, che qui ho riportato nella loro interezza, senza falsare o correggere alcunché. Troverete un “diario di bordo” del mio viaggio più interiore, frammenti di pensieri in versi.

         Mi piace giocare con le parole e credo lo capirete.

         Vi prego solo di una cosa; ponetevi di fronte a queste poche pagine sporche di inchiostro, come fareste accedendo ad un qualunque luogo di culto, con la sola voglia di farlo, senza preconcetti, con attenzione e rispetto per ciò che vi è contenuto.

 

E’ il mio tempio, rispettatelo.

 

                                                 Matteo Malpassi

 

Come le candele

 

ci consumiamo

divenendo informi

e lasciando colare,

come cera,

la nostra linfa

s’un pavimento che ci odia.

  Qualcuno,

come le candele,

ha la gentilezza della luce,

altri,

la fragilità

                                    Matteo

 

 

 

Credo Nel Silenzio

   

Credo nel silenzio,

lucido e razionale

silenzio.

  Credo nel silenzio

bench’esso rifugga

spesso le mie mani.

 

                                     Matteo

                                                       

 

 

Danzo Finchè Posso

   

Danzo

a tempo di luce

respirando i fumi

di me stesso.

  Volteggio,

piango,

m’inebrio,

soffro.

  Ardo,

forse mi spegnerò

liberando la mia

anima.

  Nel più alto

 dei voli !

 

                                      Matteo

 

 

Follia  Piramidale

 

C’è chi già anziano guarda il mondo con saggezza,

chi invece giovane maschera la sua naturalezza.

Mi chiedo se esitare ad ascoltare la coscienza a

farmi ripetere che di originale non c’è nemmeno

la decenza.

  C’è chi già illuso costruisce il suo domani in un

futuro di un palazzo senza piani.

C’è qualcuno che difetta ormai di senso, è orientato

verso un dove che il suo quando non permette.

  Ciò che cerchi siede ai tuoi piedi, silenzioso e

muto al tuo udito, è quel pizzico di follia che non hai.

Se capisci che volere è ormai potere, se la cerchi

scopri che è infinita, è quel pizzico di follia

che tu vuoi…..

  Se l’interesse ogni tanto si fottesse, forse la

vita significherebbe meno rimesse.

E c’è qualcuno che ricerca l’armonia,

vuole impartire all’esistenza solo monotonia.

  Ciò che cerchi….

 

                                            Matteo

 

 

Giornata  Chiaccherona

 

Giornata chiacchierona,

mi cresce sulla lingua,

mi fermo ad ogni dove

per scambiar quattro parole.

  Giornata chiacchierona

mi scorre nelle vene

e il tempo che non passa

si perde nell’eterno.

  Loquace !

 

                               Matteo

                                                    

   

Ho Perduto Le Parole

 

Ho perduto le parole     

per respirare il silenzio,

esalo fumi

che l’aria non teme;

Cado

con vorticoso lamento nel

tutto-niente

mentre tu invochi

le parole che ho perduto.

 

( a Beatrice )

 

                                        Matteo

 

 

 

Il Vuoto che ha dentro

  Simulata felicità sulle facce

di tanta gente

innocente e cosciente

di doversi vendere

il vuoto che ha dentro

per non crearne

anche fuori di sé.

 

                                   Matteo

                     

                               

L’abitudine che ci imbeve

 

Sempre quella paura

che tutto non torni

come prima,

mi imbeve.

Quel collante detto abitudine

che ti innamora

degli stati precedenti

e ti fa temere i seguenti.

 

                                Matteo

                                                              

 

Le labbra di Parigi

 

Baciare

le labbra di Parigi

è come perdersi

nel mistero

delle tue braccia.

  Tu,

beltà,

beata,

oh Parigi,

mia …Beatrice.

 

  ( a Beatrice )

                                  Matteo

                                                                 

 

L’eterna primavera che mi bacia

 

Vorrei essere l’umile corteccia

che sorregge la tua fiorita chioma.

Amo la dolce primavera che

perpetuamente mi  comunichi.

Io,

autunno senza foglie,

senza più niente da far cadere

tranne le mie mani sul tuo

rotondo corpo.

Vorrei essere l’umile corteccia

che sorregge la tua fiorita chioma.

 

  (a Beatrice)

                                      Matteo

 

                                                                           

Ma non beve più nessuno

 

Ma non beve più nessuno,

sigh,

non beve più nessuno

e le bottiglie non capiscono

perché!?

Spiano ricolme dalla madia alcolica

E non capiscono perché !

Corre il fiasco di vino

Dalla mensola al tavolino,

scruta, saluta e fa ritorno !

Né più whisky,

non un cognacchino,

Ma qui non beve più nessuno?

 

  ( ad Adriano )

                                         Matteo

                                                               

 

Mendicanti coatte

 

Le stanche membra,

bagagli in giacenza

riposti qua e là

da mani estranee.

  Vagano senza volontà,

tele mosse dalla cornice

che come antigravità

rapisce il peso

dei loro corpi.

  Giacciono in luoghi

che appieno non

contengono il

loro essere

lasciandole straripare

 come fiume nervoso.

  Le stanche membra

esigono una risposta

alla loro usura,

ma ottengono solo

elemosina.

 

                                      Matteo

                       

                              

 

Nego ed annego

 

Penso me stesso,

nego ed annego

nello slancio malato

che mi allontana

dalla terra ferma.

  Naufrago per scelta,

mi perdo

nella poesia

che la deriva

porta con sé.

 

                                 Matteo

 

                                           

 

Ogni buon motivo

 

  Se non sono motivato

mi si addormentano i sensi,

sopraggiunge una

stanchezza artificiale

e mi travesto di

malata insofferenza.

  L’olio naviga sull’acqua,

io colo a picco

se non sono motivato.

 

   Matteo

                                                               

 

Porte

Porte…..

mai che si apra quella

 giusta

(ammesso che vi sia )

Ogni porta,

una serratura:

il Mistero.

Ogni serratura,

una chiave:

la Soluzione.

  Ed infine il

passe-partout : ?

 

                                Matteo

 

 

Realtà

 

  Ciò che ti resta della realtà non è altro che il

legame ad un senso incompleto.

L’eternità testimonia il suo corso in una sensibile

lastra temporale e gli specchi carpiscono

questo nulla assoluto, parlano di vuoti necessari

a percepire la superficialità.

  Perché il sano mentire è forse

un allucinante verità di pensiero,

giacchè ciò a cui siam proclivi raramente

si integra in te…….

e così ho scoperto che la pazzia

è solo una stagione,

nasce nelle fibre,

sboccia con lo scuro

e muore nella convenzione.

  non esiste tempo, il passato e’ gia’ vissuto,

il futuro forse conosceremo,

ma il presente non ha testimonianza.

                  

                                               Matteo

 

 

Tetti  come tubi

Tetti,

come una folla che

borbotta

compagni del mio

sguardo

che volgeva al cielo.

Ora,

sono il gorgogliare dei

tubi

in cui scorre ciò che la

vita

ha rifiutato.

 

                                     Matteo

 

 

Un vestito viola

Un vestito viola

con sobrie decorazioni

e le lacrime rosse

come

sbarre di una

prigione su cui

cade la notte.

  Sfila ed impazza

ci grida in faccia

che non esiste,

che non si tocca,

che non si vede.

  La sua non figura

ondeggia voluttuosa,

come

urla afone

di un muto,

su d’una passerella

senza confini.

 

                             Matteo

 

 

Tragicomicorteo

 

Tutto si risolve in un tragico corteo, lenta processione

Di vivi che fan compagnia all’anima del morto

al tempio estinto del defunto.

  Ancora non capisco questo gioco delle parti,

questo darsi un ruolo e rispettare quello degli altri

come se una linea netta, di netto dividesse le parti in gioco.

  Si aspettano poi che il favore reso torni indietro,

allora dimmi tu chi assiste e chi è assistito.

  Vola via, a ritroso solca il tempo e la memoria,

soffia via, trasversale storica di un tempo

convenzione di attimi prigione umana.

  Tanti e disparati i caratteri presenti,

fratelli nel dolore o coinvolti dalla circostanza

che non sanno negare

per tornaconto o per vigliaccheria.

  Lividi per gli scontri fatti con i propri limiti,

laddove le verità ce le inventiamo per respirare

attimi di sicurezza, per sentire sotto i piedi la terra.

  Si aspettano poi che il favore reso torni indietro,

allora dimmi tu chi assiste e chi è assistito.

  Vola via, a ritroso……..

 

                                                             Matteo

 

                                                                 

                      

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