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Storia di un alpino(1°)

Storia di un alpino (2°)

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Foto del viaggio in Russia

 

 

Articoli apparsi su vari quotidiani

 

 

I miei viaggi

 

 

 

OPERAZIONE SORRISO

In camper a Rossosch in occasione del decimo anniversario dell'inaugurazione dell'asilo

Gli alpini hanno costruito un asilo per ospitare 120 bambini in terra di Russia e precisamente a Rossosch, a ricordo dei nostri soldati che da quel suolo non sono più tornati.

Uno degli scopi dell'ANA sancito nello statuto, è " ricordare i caduti tramandandone le gesta agli avi". Ciò viene perseguito con l'esecuzione di opere che possono essere di utilità per le popolazioni: "Ricordare i morti pensando ai vivi".

L'asilo " Sorriso "Con questo spirito nel 1993 gli alpini hanno  voluto celebrare la ricorrenza del 50° anniversario della battaglia di Nikolajewka, con la costruzione di qualcosa che rimanesse a beneficio delle popolazioni russe e a ricordo di tanti caduti da entrambi le parti.

 

Come ogni mese, lo scorso maggio 2003, mi arriva per posta il giornalino " L'ALPINO " sfogliando le pagine leggo che in occasione degli anniversari: 60° di Nikolajewka, 10° anniversario dell'inaugurazione dell'asilo di Rossosch e 80° della città, agli alpini camperisti viene proposto un tour(dal 3 al 23 settembre) lungo varie nazioni e con destinazione Rossosch ( Russia ). Non ci penso due volte e contatto immediatamente il mio amico alpino Gian, gli spiego il viaggio,ma lui diniega la proposta in quanto in quel periodo sarebbe stato impegnato in un corso professionale. A malincuore.....Pazienza!

Il mattino dopo mi vedo arrivare sul cellulare un messaggio che dice testualmente: " Se vuoi andare a Rossosch, io vengo " Firmato  Gian   Non resistevo più dalla gioia, il mio amico era riuscito a evadere l'impegno per quel periodo.  E adesso?  non avevamo tenuto conto che noi non avevamo il camper. E così dopo alcuni giorni siamo partiti alla ricerca per l'acquisto di un camper di seconda mano. Trovato! Ford immatricolato nel 1984. Un pò vecchiotto, per la verità, ma era talmente tanto l'entusiasmo che lo abbiamo acquistato subito.  Ci siamo,quindi iscritti, a quello che per noi è stato uno dei viaggi più affascinanti.

 

N.B. Nel "diario di viaggio", l'alpino Gambaretto , alcune volte farà riferimento al Camper  n 2. Ebbene quello è il nostro mitico automezzo.

 

La foto :  da sinistra a destra i componenti del mitico Camper n. 2

Giuseppe  -  Gian  -  Silverio  

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui di seguito il " DIARIO DI VIAGGIO " che il nostro capocomitiva....

Alpino LUCIO GAMBARETTO  ha scritto PER NOI.... PER TUTTI!

 

Itinerario del viaggio in RussiaE' stato il consigliere nazionale Brunello ( anche lui camperista )a lanciarmi, quasi per scherzo, la proposta di organizzare un gruppo di camper per un viaggio a Rossosch in occasione del decimo anniversario dell'inaugurazione dell'asilo, così dopo molte perplessità, decido di provare.

L'idea è quella di organizzare, con l'appoggio dell'agenzia I.O.T., un viaggio con una ventina di camper attraverso Austria, Ungheria, Romania, Ucraina, Russia, Polonia, Repubblica Ceca, Germania e Italia. Il viaggio deve essere anche culturale, ma lo scopo principale è quello di portare un segno di amicizia e riconoscenza alle popolazioni i cui padri avevano assistito alla tragedia della ritirata dei nostri Alpini in Russia e che in molti casi li avevano aiutati a superare le immani sofferenze. Vogliamo anche portare testimonianza e omaggio ai nostri caduti in quelle terre lontane perchè il loro esempio ed il loro ricordo rimanga sempre vivo in noi.

Dopo l'annuncio pubblicato su " l'Alpino " i contatti sono innumerevoli ed alla fine  ci troviamo con ventidue equipaggi  provenienti da varie regioni, tutti pronti ad affrontare le eventuali difficoltà con spirito alpino.

La sera del 2 settembre la maggior parte degli equipaggi si trova schierata nell'area camper di Marostica, mentre quelli che risiedono nella zona ci raggiungono in macchina per un saluto e l'augurio di buon viaggio che si svolgono nella sala consiliare del Castello Inferiore di Marostica. Sono presenti. il Sindaco di Marostica Alcide Bertazzo, l'Assessore al Turismo Lorenzo Bertacco, Il presidente A.N.A. Montegrappa Bortolo Busnardo, il Consigliere Nazionale Vittorio Brunello, il Presidente del " Camper Club Bassano Marostica 2 Maurizio Miotti, la stampa e la TV locale. Il Sindaco consegna a tutti i presenti un berettino e una maglietta ricordo; poi, dopo i vari saluti, vengono presi gli ultimi accordi per la partenza ed il comportamento da tenere durante il tragitto.

L'emozione è viva come pure l'entusiasmo.

 

 

 

 

Primo giorno - Da Marostica a Graz

 

 

 

 

 

foto di gruppo dei partecipantiIl mattino del giorno 3 tutti gli equipaggi, tranne il numero 21 che ci raggiungerà a Graz, sono schierati per la partenza, dopo la foto ricordo per la stampa do un'occhiata ai vari camper. i mezzi sono i più svariati: dall'ultimo modello superaccessoriato a quello acquistato appositamente per questo viaggio, con circa vent'anni di glorioso servizio e al quale viene imposta un'altra fatica piuttosto che la meritata pensione: è il glorioso numero 2. Quando i suoi occupanti mi fanno notare con orgoglio il bollino del controllo ecologico 2003 ( reperito non so come! ) mi sento un pò rassicurato, ma quando provano la messa in moto è un fuggi fuggi generale: dal tubo di scappamento escono nuvole di fumo nero che fanno presagire tempesta ed i camper vicini si ritrovano con sfumature di color nero mai osservate prima. Penso che per evitare intossicazioni fra il numero 2 ed il numero 3 sarà bene avere due CB efficaci per poter mantenere una conveniente distanza di sicurezza.

Vengo a conoscenza che uno degli occupanti ( Giuseppe ) ha scommesso di tagliarsi i baffi qualora il mezzo arrivasse a destinazione. Si fanno notare per la loro spartana sobrietà anche il pulmino numero 17 con equipaggio di quattro simpatici amici ( il più numeroso ) ed il furgone  della Protezione Civile con il nostro Mario che viaggerà sempre da solo trasportando il monumento ed un grosso carico di doni per i bambini di Rossosch.

Alle ore 8.15 la colonna prende il via scortata dalla polizia municipale fino alla periferia, per raggiungere l'autostrada al casello di San Donà di Piave. Mi rendo subito conto che una colonna di ventidue camper occupa uno spazio di oltre un chilometro, e che risulta estremamente difficile comunicare con tutti. Il telefonino è rovente per chiamate da chi ha perso la strada o più semplicemente si sente troppo staccato dal gruppo. Al primo distributore dopo l'ingresso in autostrada riusciamo a ricompattarci e a ricostituire il gruppo al completo. Decido di dividere il gruppo in due tronconi con gestione autonoma, ( considerando che in seguito avremo sempre due guide ), nei quali il primo e l'ultimo camper siano dotati di buoni CB.

Le cose migliorano parecchio e questo ci permette di essere tutti più tranquilli pur mantenendo una velocità di crociera piuttosto bassa. Appena si presenta una salita vedo dagli specchietti il numero 2 allontanarsi inesorabilmente, sostituendo il segnale del CB con i segnali di fumo, ma appena si presenta una discesa lo vedo arrivare come un falco orgoglioso e soddisfatto per l'impresa compiuta; anche per questo pretende sempre qualche litro in più di nafta, raggiungendo talvolta la media di sei chilometri con un litro.

Proseguiamo fino a Graz dove arriviamo in due gruppi perchè uno e più precisamente il mio, sbaglia strada ed è costretto a percorrere una galleria di dodici chilometri che sembra una camera a gas, ritorniamo sui nostri passi e con l'aiuto di un taxi arriviamo al campeggio dove il numero 2 è già in posizione e ci guarda dall'alto con soddisfazione. Sono le 18,15, fa freddino, si mangia e si va dormire.

 

 

 

Secondo giorno - Da Graz a Budapest

 

 

 

 

Sveglia alle 7.00, colazione e partenza per la frontiera magiara dove ci aspettano le due guide. Inizia l'attraversamento della pianura magiara, dapprima fa freddino, ma l'aria si riscalda sempre più e alle 13.15 parcheggiamo a Weszprem ( città delle regine ). Mezz'ora per un panino e visita a questa graziosa cittadina di settantamila  abitanti posta sopra una collina rocciosa, dominata da un castello - fortezza ora palazzo vescovile, sede di chiese, cappelle e con un panorama bellissimo sulla pianura.

Proseguiamo per Budapest, dove arriviamo verso sera. Per raggiungere il campeggio dobbiamo attraversare la città, è un'impresa difficile ma ne vale la pena perchè ci permette di ammirare i palazzi che ornano la riva sinistra del Danubio illumunati dalla luce del tramonto e quelli della riva destra che delimitano la strada in una cornice rosa. Al campeggio: doccia calda, pastasciutta e poi riunione sotto gli alberi per cantare assieme, sentire qualche barzelletta, bere un buon bicchiere di vino italiano e programmare la giornata successiva. Il dott. Sbrana che rappresenta l'autorità morale e culturale del gruppo, è piuttosto abbattuto e scosso, perchè per la prima volta in vita sua è passato col semaforo rosso ( in verità, confessa poi, erano dieci ), ma non voleva perdere il gruppo. Alle 23,00 tutti a nanna, evitando di passare davanti al numero 2 per non disturbare il riposo.

 

 

 

 

 

 

Terzo giorno - Visita alla città di Budapest

 

 

 

 

BudapestAlle ore 9,00 partenza in pullman per la visita della città. quartiere del castello, piazza monumentale degli eroi con statue e bassorilievi riguardanti i re ungheresi, parco civico con tanto verde e piste di pattinaggio, chiesa di Santo Stefano ( rifatta a fine ottocento 9, bruttina fuori, barocca con ricchezza di marmi ed oro all'interno. Questa è Pest, la città moderna con traffico caotico e uffici governativi, posta sulla riva sinistra del Danubio con strade larghe, viali, corsi paralleli o perpendicolari, nel complesso una bella città di tipo imperiale.

A mezzogiorno  si sale a Buda, in collina, che costituisce la città residenziale, con il palazzo Reale, la Chiesa di San Mattia e il bastione dei pescatori dal quale si gode un panorama mozzafiato.

Breve intervallo per il pranzo e poi scendiamo per salire sulla collina della libertà, dominata da una grande alata, dalla quale si può spaziare sul Banubio con i suoi sette ponti più due ferroviari. Il giro si conclude nell'isola di Santa Margherita, con un percorso in trenino in un parco pieno di alberi ( alcuni giganteschi ), fiori, un piccolo lago, fontane, piscine e campi sportivi; quest'isola costituisce il polmone verde di Budapest. Alle 18,00 tutti in campeggio, doccia, cena, e via di nuovo in battello per ammirare la città di notte, è una gita affascinante che si conclude con i fuochi d'artificio visti dal battello ( non ci aspettavamo tanto! ).

 

 

 

 

 

 

Quarto giorno - Da Budapest a Cluy Napoca

 

 

 

 

Partenza da Budapest alle 8,15 verso la frontiera romena.

docce  di Cluy NapocaIl paesaggio è piatto, si incontrano paesini con umili e piccole case,  campi attorno sono coltivati a granoturco e girasoli; il cielo è bellissimo, azzurro macchiettato di nuvole bianche e compensa la monotonia del paesaggio. Non è monotono invece il trasferimento per piccoli inconvenienti: un camper sbaglia strada ma viene subito recuperato, un altro lancia un allarme. è in panne per incendio! Ci fermiamo tutti e constatato che la causa è un corto circuito nella batteria dei servizi, prendiamo i provvedimenti opportuni, ma danni provocati dal pronto intervento con estintore sono maggiori di quelli provocati dal principio d'incendio subito domato. Dopo mezz'ora possiamo ripartire. Un pò più tardi una signora di un terzo camper cade all'interno per una brusca frenata, per fortuna senza gravi conseguenze se non qualche dolore al fondoschiena.

Alle ore 16,00 siamo alla frontiera romena, cambiamo guide e via verso la Transilvania. Il paesaggio cambia, formato dapprima da basse colline verdi di prati e boschi, che poi diventano più alte e assomigliante alle nostre Prealpi. Attraversiamo piccoli paesi con case sparse, prati dove pascolano mucche, pecore e decine di oche bianche. Incontriamo tanti carretti di legno trainati da cavalli o buoi e carichi di legna, fieno o sacchi di patate con sopra donne e bambini festosi. In più paesi incontriamo anche cortei matrimoniali con la sposa in testa, bandiere, grandi candele e complessi musicali, alcuni in costume, altri vestiti a festa, qualcuno trascina una pecora, una mucca o un maiale, doni per la sposa, ne abbiamo contati più di otto.....ma oggi è sabato!

Arriviamo a Cluy Napoca che è già buio, sono le 21 circa. Il campeggio è posto sopra una collina, con servizi molto spartani e di tipo collettivo. fa piuttosto freddo. Una buona cena, lo scambio di qualche grappino, e poi tutti a nanna.

 

 

 

 

 

Quinto giorno - Da Cluy  Napoca a Suceava

 

 

 

 

 

Sveglia alle 7,30. Alle 8,30 siamo tutti davanti alla reception in attesa del pullman per la visita della città, ma alle 9,30 telefonano che il pullman è rotto. Rinunciamo all'escursione e ci prepariamo per la partenza. Andiamo tutti a fare gasolio, ma un camperista sbaglia e fa il pieno con benzina credendo di introdurre gasolio di qualità extra è un disastro, anche perchè è domenica e non si trovano officine meccaniche aperte. Si formano due gruppi: quattordici camper partono subito, gli altri attendono per risolvere il guaio; ci ritroviamo poi alla sera in campeggio. Dopo varie peripezie riusciamo a levare la benzina e a rifare il pieno con gasolio, a risistemare la pompa che era stata staccata per errore nello svuotamento e a ripartire.

Visitiamo in fretta il centro città con la chiesa ortodossa, il teatro e qualche palazzo che vorrebbe sembrare importante  anche dal punto di vista architettonico e riprendiamo il viaggio su di una strada di asfalto e cemento assai dissestata, piena di buche e con lavori in corso. Gli scossoni sono continui ed il fracasso in camper ci permette a malapena di comunicare fra noi. Dopo qualche ora, la strada comincia a salire più decisamente e la vista è davvero bella. prati di un verde intenso e morbido, dove pascolano mucche e  cavalli, pecore  e boschi di pini ed abeti a perdita d'occhio ( chissà quanti funghi porcini! )

Lasciamo la Transilvania e percorriamo la Moldavia su fino a 1200 metri, dove facciamo una sosta all'Hotel Dracula, di qui si gode una bellissima vista panoramica a 360°, ci ricorda la Carnia ed il nostro Cadore.

Alle 19,30 arriviamo al camping Popasul Turistic Bucovina di Suceava, stanchi ma soddisfatti e felici; abbiamo ancora negli occhi gli innumerevoli paesini seminati lungo la strada principale con case semplici, alcune veramente carine e dipinte con colori pastello, altre vecchie e cadenti ma testimoni di un glorioso passato. Abbiamo ancora viva l'immagine delle file di carretti piene di gente e bambini, perchè, oggi è domenica, tutti sono vestiti a festa e vanno o tornano dalle chiese, dai mercati o da altre località nelle vicinanze. Molti ci salutano agitando le mani e guardandoci un pò stupiti, qualcuno chiede un passaggio.

 

 

 

 

 

Sesto giorno - Visita ai monasteri della Bucovina

 

 

 

 

 

Monastero di MoldovitaGiornata bellissima, anche se al mattino fa freddo e bisogna vestirsi a strati perchè il programma prevede un'uscita di tutta la giornata. Partiamo con un pullman per la visita ad alcuni monasteri, il paesaggio è splendido: durante la notte si è formata la nebbia che ora riempe le vallate e vista dall'alto dà l'impressione di una moltitudine di laghi alpini dai quali nascono i pendii verdi di pini ed abeti, mentre il cielo è azzurrissimo e terso. Assaporiamo con gioia lo spettacolo fino all'arrivo al primo convento di Modovita, che si presenta circondato da mura medievali di forma quadrata, al cui centro si trova la chiesa ortodossa, molto bella, tutta dipinta sia all'esterno che all'interno. Il secondo ed il terzoCena folcloristica a Sucevita monastero sono ancora più ricchi di fascino. La struttura è sempre uguale, anche dal punto di vista architettonico, ma le pitture sono di qualità artistica superiore, soprattutto nel monastero di Voronet detto " la Cappella Sistina dell'Oriente " per un'intera parete esterna dipinta con un giudizio universale. All'interno contiene una iconostasi stupenda del 1500, i cui dipinti sono incorniciati con fregi di tiglio intagliato ricoperti con foglie d'oro. L'atrio e le due cappelle interne richiamano alla mente, dice la guida, le pitture giottesche della Cappella degli Scrovegni di Padova. Si respira un'atmosfera di profonda spiritualità, le pitture sono da contemplare per ore!. Lo sfondo dei dipinti è il famoso blu di Varonet che cambia con il variare della luce diurna. Il secondo monastero è quello di  Sucevita, analogo al primo, ma con uno sfondo sul verde azzurro e con il celebre dipinto della scala delle virtù sulla facciata nord. A mezzogiorno facciamo un lauto pranzo con manicaretti rumeni in un ristorante del luogo, e dopo la visita del terzo monastero, quello di Voronet e l'acquisto di alcuni ricordini, rientriamo in campeggio, con musiche, canti e balletto, la cosa è molto simpatica.

 

 

 

 

 

 

Settimo giorno - Da Sucevita a Kiev

 

 

 

 

 

Alzata faticosa all'alba ( sono le sei ) e partenza per la frontiera ucraina dove arriviamo alle 8,15; le formalità sono lunghe, devo ungere gli ingranaggi e perdere qualche bottiglia di grappa e riusciamo ad incontrarci con le nuove guide Costantino e Gallia soltanto alle 11,30; il viaggio in Ucraina si presenta meno difficoltoso di quanto ci ha prospettato George, la guida rumena. Le strade sono relativamente buone e si snodano sulla pianura fra file di alberi, boschi, oche al pascolo, pecore e mucche nei prati, coltivazioni di mais, zucche, girasoli, patate e barbabietole, il paesaggio è sempre uguale, con dolci salite e discese, si ha l'impressione di non procedere mai. Non mancano gli imprevisti: dopo quattrocento chilometri la guida che viaggia al mio fianco,Lambulanza in soccorso di Costantino Costantino, un raggazzotto robusto di circa ventotto anni, ha una crisi epilettica, con un urlo si drizza  sul sedile e ricade incosciente sulle mie braccia bloccando il volante. Riesco in qualche modo a fermarmi e con l'aiuto dell'equipaggio numero 2 riusciamo ad estrarlo dall'abitacolo. Interviene il nostro dottore, poi chiamiamo un'ambulanza e dopo un'ora, con le cure del caso la guida si riprende. Breve riunione generale da cui scaturisce la decisione di tenerlo con noi e il numero dodici si offre di prenderlo a bordo. Ancora una volta la solidarietà alpina il sopravvento sui rischi di una ricaduta. Quando ripartiamo i miei compagni di viaggio mi fanno notare che non funziona più la pompa dell'acqua e manca la luce; vengo sostituito alla guida e lungo il percorso cerco di individuare il guasto. Dopo aver smontato la centralina, ammaccandomi da tute le parti, con l'ausilio di un tester riesco a capire che l'inconveniente è dovuto alla mancanza di corrente in entrata, nel trambusto si è staccata la batteria dei servizi ed il guasto è facilmente riparabile. Tutto ok. A circa 60 Km da Kiev arriva un' allarmante messaggio dal numero due.

Siamo senza freni, proseguite tenendovi alla larga e lasciateci una guida. Alle 23.30 arriviamo al campeggio e dopo un pò ci raggiunge anche il numero 2, ci facciamo la pastasciutta  di mezzanotte contenti perchè malgrado tutto il gruppo è ancora tutto assieme.

 

 

 

 

 

Ottavo giorno - Visita alla città di Kiev

 

 

 

 

 

 

La chiesa di Sant'Andrea a KievVisita alla città di Kiev, con la guida Gallia, bravissima e molto preparata. Chiesa di Santa Sofia,Monastero Laura - chiesa della Natività Convento di San Michele, Sant'Andrea, la Cattedrale, il complesso monastico della Laura con le chiese della Santissima Trinità, la Chiesa refettorio di San Nicola, il grande campanile di Laura, la porta economica, la Chiesa dell'Esaltazione della Croce etc.... L'impressione della città è per tutti ottima; è un pò caotica nel traffico, ma ha tanto verde ed è tenuta molto bene, molto bella la vista sul Dnieper con un tempo splendido e un bel tramonto. Alle 18,30 rientriamo in campeggio per un'ottima doccia ristoratrice.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nono giorno - Da Kiev a Kharkiv

 

 

 

 

 

Tappa di trasferimento da Kiev a Kharkiv. La strada è analoga a quella fatta nel primo tratto in Ucraina, carreggiata larga delimitata da alberi, alcuni dei quali portano già i primi segni dell'autunno con foglie di un  bellissimo colore giallo e campi a perdita d'occhio con colture di girasole, barbabietole, patate e mais; tnte oche e mucche. Si vedono spesso donne con l'immancabile fazzoletto in testa che portano al pascolo una mucca o una capretta. Qui il parco macchine è veramente antiquato; le corriere, molto affollate, perdono i pezzi e lasciano una scia fumogena e maleodorante, spesso si incontrano macchine in panne lungo i bordi della strada, solo i vechi sidecar riescono a sfrecciare in  sorpasso. Si vede spessissimo ai bordi della strada una specie di mercato agricolo. donne, quasi sempre vecchiette, espongono la loro mercanzia in colorati secchi di plastica: patate, mele, zucche, rari pomodori, vasi di miele; a volte sono singole, più spesso in file di dieci o dodici " bancarelle "  e aspettano chiaccherando l'eventuale cliente. Finalmente una giornata senza incidenti e del tutto tranquilla; Luciana dice che il merito è suo perchè al mattino in mezzo all'erba del campeggio ha pestato una m....Alle 20,00 arriviamo in campeggio sul retro di un albergo e con quattro poliziotti che montano di guardia. Purtroppo qui arriva anche una brutta notizia per un nostro camperista: la morte della mamma! Ci stringiamo intorno a lui e proviamo ad organizzargli subito il viaggio di ritorno per il funerale. La cosa risulta impossibile, ci vogliono almeno due o tre giorni, così si rimedia rinviando il funerale in Italia e lui prosegue il viaggio con noi.

 

 

 

 

 

Decimo giorno - Da Kharkiv a Rossosch

 

 

 

 

 

Partenza alle 8.30 per la frontiera russa, dove arriviamo alle dieci circa. Quattro controlli all'uscita dall'Ucraina e alle 11,30 entriamo in quella russa per uscirne alle 18,00, dopo ore di attesa allucinanti; code per il passaporto, per le targhe dei camper che a loro dire non sono regolari, per l'assicurazione, per l'esportazione temporanea del mezzo, per il controllo ecologico etc....Sempre in fila, senza mangiare, e con l'incubo di sbagliare qualcosa e sempre rubli, euro e bottiglie per evitare di restare in frontiera fino al giorno successivo. Meglio evitare qualsiasi commento. Riprendiamo il cammino e osserviamo il paesaggio russo. è sempre pianeggiante ma diverso dai precedenti, i campi sono un pò ondulati, coltivati a mais e girasole, guardando l'orizzonte si ha quasi l'impressione di percepire la rotondità della terra, tanto sono estesi e con pochi alberi. Frequenti sono  le balze profonde dieci quindici metri, ricoperte di erba e segnate in profondità da striature bianche formate dagli strati di gesso o carbonato messi a nudo; l'effetto è molto bello ed aumenta con l'imbrunire, perchè nel fondo delle balze ci sono i villaggi che evidentemente sono al riparo dai venti freddi invernali. Sono avvolti in una nebbia bassa che dà loro un'atmosfera magica, ma a guardar meglio non si tratta di nebbia: è fumo che esce dai camignoli e poi si fonde e ristagna sopra le cas3e nascondendo i villaggi. Ammiriamo il tramonto e il sorgere della luna piena, con Marte davanti a noi che ci guida fino a Rossosch, dove arriviamo alle 24,00 circa.

Ci aspetta la polizia e ci vengono a salutare il Presidente dell'A.N.A. Parazzini e il Consigliere Brunello; cantiamo assieme " Signore delle Cime " per il nostro amico Maggini che ha perso la mamma e poi tutti a nanna. Siamo felici e soddisfatti per aver raggiunto la meta.

 

 

 

 

 

Undicesimo giorno - Visita ai luoghi che hanno visto l'epopea dei nostri Alpini

 

 

 

 

 

Vista del Don dalle postazioni della TridentinaOre 8,30, alzabandiera e recita della preghiera dell'Alpino,Fotodi gruppo a Rossosch foto di gruppo e poi partenza per la visita ai luoghi più significativi dell'epopea russa. Raggiungiamo in primo luogo le trincee di Belogorie, di fronte al Don, dove era schierata la Tridentina, raccogliamo qualche fiore e qualche manciata di terra da portare il Italia per alcune sezioni che stanno allestendo musei delle memorie alpine, ascoltiamo il racconto di guerra di alcuni reduci più che ottantenni ma lucidi e precisi nei loro resoconti, recitiamo la Preghiera dell'alpino e poi commossi torniamo ai nostri camper.

Al pomeriggio riprendiamo il pellegrinaggio nei luoghi che hanno visto il sacrificio di tante Onore ai caduti giovani vite;Il sottopasso della ferrovia a Nikolaievka è commovente vedere tanti alpini di oggi sull'attenti davanti una lapide ricordo, mentre una tromba suona il silenzio fuori ordinanza e i gagliardetti si alzano verso il cielo. E' bello che uomini ricordino con amore e intensa commozione altri uomini che in tempi non troppo lontani, hanno patito dolori e sofferenze sovrumane fino al sacrificio della vita. La memoria tenuta sempre viva nei cuori di questi alpini, è fonte di amore, fraternità, solidarietà, pietà cristiana, esempio morale per tutti noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Dodicesimo giorno  -  Cerimonia a Rossosch in occasione del decimo anniversario della realizzazione dell'asilo e inaugurazione del monumento.

 

 

 

 

 

 

Cerimonia all'asilo di RossoschOggi è la giornata tanto attesa: ci alziamo alle sette, un pò assonnati, perchè la sera precedente abbiamo chiaccherato e bevuto con amici fino all'una e mezza. La corriera ci aspetta per portarci all'asilo, noi, infatti, siamo parcheggiati su un piazzale ghiaioso a tre km dal centro, con scarsi servizi e male attrezzato. Il nuovo monumento  davanti all'asilo La messa inizia alle nove, davanti all'asilo dove è stato sistemato l'altare; ai fianchi si schierano i gagliardetti, dietro i due cori alpini e le autorità, tutto attorno tanti alpini e tante mogli di alpini. Dopo la messa la cerimonia continua con scambio di doni, consegna di medaglie ricordo, discorsi di ringraziamento e coro dei bambini dell'asilo.

Visitiamo l'asilo che è veramente bello e funzionale; ci dicono che qui a Rossosch ci tengono molto a mandare i bambini in questa scuola " degli italiani " dove rimangono dalle sette del mattino fino alle 19,99 , e la lista di attesa per poterla frequentare è molto lunga.

Schieramento dei camper a RossoschAlle 14,00 trasferiamo i camper in una piazza davanti all'asilo e alle 15,00 siamo ricevuti dalla Direttrice per la consegna dei doni ai bambini. Visitiamo anche il museo degli alpini situato nell'interrato e poi ci rechiamo al teatro dove assistiamo ai canti dei due cori alpini italiani di Genova e Bassano, all'esibizione della fanfara alpina di Salò e ai meravigliosi balletti russi.

Incontriamo amici giunti con l'aereo e poi in treno, ci scambiamo opinioni, beviamo unConsegna della gavetta ritrovata bicchiere con i componenti del coro A.N.A. Montegrappa di Bassano, che in cambio ci allietano con qualche canzone, prepariamo un caffè per il presidente Parazzini e altri componenti il Consiglio Nazionale, che gentilmente vengono a farci visita e poi partecipiamo ad un incontro significativo. un soldato russo ci porta il coperchio della gavetta, di un soldato italiano, nella quale è inciso un nome e una data ( 1942 ) e ci chiede se è possibile avere notizie sul proprietario; è felice di consegnarla a noi come segno di amicizia. A sera siamo stanchi: forse per il caldo, forse per l'intensa emozione. Ceniamo in camper e poi andiamo a bere una birra o a prendere un caffè con gli amici.

 

 

 

 

 

Tredicesimo giorno -  Da Rossosch a Kharkiv

 

 

 

 

 

Sveglia alle sette e di corsa al mercatino per comperare regalini o fare qualche provvista e poi alle nove partenza. Salutiamo Rossosch e il nuovo monumento inaugurato ieri e alle 16,15 siamo in frontiera, regoliamo l'orologio alle 15,15 ( così guadagniamo un'ora ) e muniti di santa pazienza affrontiamo i doganieri. Paghiamo subito in bottiglie di vino e grappa per accellerare il passaggio; più 3,75 euro per la tassa ecologica e subiamo gli assurdi controlli ai nostri motori, quando i loro mezzi possono appestare l'aria e fare una cortina fumogena irrespirabile, va bene così! Alle 17,15 rientriamo in Ucraina, evviva! Ma è un pia illusione: vediamo in lontananza un piccolo chiosco e qualcuno ci viene a dire che dobbiamo versare una nuova tassa di 8,5 euro. Chiediamo la ragione di questo nuovo balzello senza ottenere risposta, alla fine ci dicono che si tratta di una forma di assicurazione. Mi reco dal responsabile con la carta verde e gli faccio capire tramite la guida, che la nostra assicurazione all'estero comprende anche l'Ucraina, ma la prima risposta è " Quella non è valida ". Sdegnato faccio sapere che appena giunto a Kiev porterò le ricevute all'ambasciata italiana, dopo un lungo confabulare fra gli addetti ci viene restituito il denaro con la riconsegna delle ricevute. Finalmente possiamo ripartire! Dopo qualche chilometro arrivano due macchine della polizia a sirene spiegate, nuova sosta, al controllo manca una ricevuta, ma poi arriva un contrordine che la ricevuta è stata regolarmente consegnata e noi possiamo ripartire ( non ci sono documenti che possano testimoniare irregolarità ). Sono le 18,30.  Quando ripartiamo è ormai l'imbrunire e arriviamo al motel di Kharkiv alle 20 circa. Qui ci aspetta la corriera con una guida locale per una breve visita della città, poi ceneremo al ristorante. L'impressione sulla città non è brutta, ma certo abbiamo visto poco e in fretta, è una città commerciale e industriale ( qui producono gli Antonov) con università anche per stranieri e con un esiguo centro storico. La città è nata nel 1700 come città fortezza e ha subito molte distruzioni durante le due guerre mondiali. Alle 22 passate ceniamo nel ristorante dell'hotel a cui ci appoggiamo , con meno di 6 euro a testa.

 

 

 

 

 

Quattordicesimo giorno - Da Kharkiv a Kiev

 

 

 

 

 

Tappa di trasferimento da Kharkiv a Kiev, si parte alle 8,15 e si arriva a Kiev alle 18,45. Viaggio un pò noioso e monotono senza ravi inconvenienti. Comperiamo miele, noci e susine dalle contadine schierate lungo la strada e arriviamo in modo un pò disordinato al campeggio di Kiev.

 

 

 

 

 

Quindicesimo giorno - Da Kiev a Leopoli

 

 

 

 

 

Sveglia alle 6,00  e partenza per Leopoli alle 7,00, altra tappa di trasferimento di più di 500 chilometri. La giornata si presenta un pò più cupa, il cielo è coperto, ma non fa freddo. Il paesaggio è estremamente monotono, come nella prima parte dell'Ucraina percorsa all'andata. A pochi chilometri dall'arrivo il camper n 11 segnala un guasto al cambio, ma in qualche modo riesce a raggiungere il campeggio. Sono le 17,30. Al traino del mezzo della Protezione Civile viene rimorchiato da un meccanico, ritorna dopo un'ora circa...riparato! Applauso generale. Alle 19,30, con un'ora e mezza di ritardo, arriva la corriera per portarci nel centro di Leopoli. E' ormai buio e vediamo ben poco. nel nostro giro a piedi  cerchiamo un ristorante per 42 persone. Non è facile ma alla fine troviamo un bell'ambiente con un'arpista che ci allieta durante tutta la cena con dolci melodie. A mezzanotte si ritorna un pò assonnati al campeggio.

 

 

 

 

 

Sedicesimo giorno - Da Leopoli a Cracovia

 

 

 

 

 

Sveglia alle sette, con l'inno nazionale e partenza alle 8,00; ci aspetta la frontiera ucraina che speriamo meno dfficoltosa qui a nord ovest. Dopo qualche chilometro al numero 11 si ripropone il problema del giorno precedente che sembrava risolto. Trasciniamo il mezzo presso un secondo meccanico e mentre il numero 2 con la protezione civile, io e una guida seguiamo la sorte del numero 11, gli altri proseguono verso la frontiera con Gallia. L'intervento, che è una ripetizione di quello precedente, ossia. spurgo dell'aria dalla pompa che agisce sulla frizione, è concluso dopo un'ora e mezza circa. Ci rimettiamo in cammino ma dopo una decina di chilometri il problema si ripropone. Troviamo una specie di centro tecnico, dove si svolge un gran consulto con l'intervento di cinque o sei meccanici, uno di questi parla un pò l'italiano così riusciamo a fare, con più dettagli la cronistoria del guasto. Dopo varie discussioni viene pronunciata una diagnosi che dà due possibilità per la soluzione: sostituzione di un tubicino che a loro giudizio permette infiltrazioni d'aria, o cambio della pompa; quest'ultima però deve essere ordinata e ci vogliono almeno due giorni. Cominciamo dalla causa più semplice e proviamo a sostituire il tubicino. L'intervento sembra molto semplice, ma dura più del previsto con rottura di un tronchesino, di una pinza e la deformazione di un cacciavite.  Interveniamo con i nostri strumenti e alla fine il tubicino viene sostituito. Ripartiamo con l'assicurazione che al novanta per cento il guasto è riparato. Pia illusione! Dopo pochi chilometri siamo al punto di partenza. Sul numero 11 sale Gianluca che riesce a innestare la terza marcia e a ripartire giungendo fino a 15 chilometri dalla frontiera. Qui deve fermarsi a un distributore per fare gasolio ed il mezzo si arresta definitivamente. Con l'aiuto della Protezione Civile trainiamo il mezzo presso un altro centro tecnico e proviamo a vedere se è possibile reperire una pompa che possa sostituire quella in dotazione al numero 11, la ricerca non da esito ed allora decido di toglierla e ritornare a Leopoli con la guida dove esiste un concessionario Mercedes. La tensione è notevole  provoca una seconda ricaduta alla nostra guida che stramazza sul cortile in preda ad un nuovo attacco epilettico. Arriva il nostro dottore che con qualche intervento appropriato lo riporta a conoscenza. decido di partire per Leopoli da solo con Mario e per nostra fortuna arriviamo per la via più corta al centro città, dove un tassista mi conduce al magazzino Mercedes. Dopo un paio di ore sono di ritorno con la pompa che viene sostituita e possiamo finalmente ripartire per la frontiera. Durante la nostra assenza il dottor Sbrana che è anche psichiatra, non resta inattivo, si prende cura dell nostra guida, ne analizza il comportamento e la situazione dal punto di vista medico, così da mettere a punto una cura appropriata per la quale fornirà egli stesso i medicinali dall'Italia con l'aiuto di amici. Grazie dottore a nome di tutti! Verso le 17,00 arriviamo alla frontiera dove ci aspettano l'altra guida e il mio camper condotto da Momi. Ci accolgono con gioia e sollievo, qui però c'è una fila che non finisce mai, gente che è in sosta dalla notte precedente e la prospettiva di passare è proprio nera. La guida è riuscita a fare un accordo con i doganieri e pagando 20 euro per camper, in due rate, ha fatto passare il gruppo. Paghiamo anche noi le nostre quote, salutiamo le guide e dopo un'ora e mezza dei soliti controlli siamo in Polonia. Siamo da soli perchè le due guide polacche sono già partite con il grosso del gruppo. Subito dopo la frontiera si presenta ai nostri occhi una scena inedita:  una colonna interminabile di autotreni lunga alcuni chilometri è ferma in attesa di passare la frontiera, occupando quasi completamente la carreggiata. A passo d'uomo e facendo un pò di slalom riusciamo a superarla e ad avviarci verso Cracovia. Alle 20.30 ci fermiamo per cenare presso un simpatico ristorante perchè tutti abbiamo bisogno di scaricare la tensione della giornata ed i morsi della fame che si fanno sentire dopo tante ore di peripezie. A Cracovia contattiamo un taxi che ci porta fino al campeggio dove giungiamo che sono ormai le 2 di notte. Siamo stanchi ma soddisfatti. Tra noi lo spirito di amicizia e solidarietà ci lega sempre di più!. Le strade migliori, il paesaggio, le case e i palazzi in muratura, i negozi, i centri abitati pieni di luce e di vita ci fanno sentire quasi a casa. L'Ucraina con la sua povertà appartiene alla conoscenza e al ricordo.

 

 

 

 

 

 

Diciassettesimo giorno - Visita di Cracovia

 

 

 

 

 

Nella miniera di sale

Visita alla città di Cracovia: sveglia alle 8.00 e partenza alle 9.00 con pullman locale e guida. Giro della città, visita al castello, alla piazza, al quartiere ebraico ed alla miniera di sale, molto sfruttata dal punto di vista turistico. La guida è brava e simpatica, la città è bella, il tempo pure e lascia in tutti noi una buona impressione. E' una città che merita una visita più approfondita, vale la pena di tornare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Diciottesimo giorno - Da Cracovia a Praga

 

 

 

 

 

Partenza alle 7.30 per la frontiera cecoslovacca, lungo il percorso abbiamo modo di osservare la vitalità e lo sviluppo di tante piccole imprese polacche, particolarmente numerose quelle che producono mobili o arredamenti in genere; attraversiamo la cittadina che ha dato i natali a Karol Wojtyla e del quale la guida parla con orgoglio, come del resto testimoniano anche le strutture intorno alla chiesa principale che ha visto il suo battesimo con grandi striscioni e bandiere inneggianti al papa. Verso le 11.00 arriviamo in frontiera, dopo aver attraversato una regione collinare ricca di boschi e con piacevoli paesaggi in cui la natura conserva ancora intatto il suo fascino. Il passaggio è veramente veloce. uno sguardo al passaporto , due bottiglie di vino e in venti minuti passano ventidue camper. Siamo increduli ed allibiti! Dall'altra parte però non troviamo le guide cecoslovacche. Al telefono ci dicono che sono , per sbaglio, in un'altra frontiera, arriveranno dopo mezz'ora circa, intanto noi approfittiamo della sosta per un veloce pranzo. Arriviamo al campeggio di Praga alle 19.30 circa. E' bello perchè si trova sulla riva della Moldava. Siamo contenti e alla sera ci troviamo assieme con tavoli e sedie di fortuna a scambiarci pastasciutta e altri cibi pregiati cucinati nei vari camper da ottime cuoche. Beviamo vini diversi, caffè, grappe, cantando e raccontandoci barzellette, le nostre cantine subiscono un notevole calo.

 

 

 

 

 

 

Diciannovesimo giorno - Visita alla città di Praga

 

 

 

 

 

 

Visita di Praga con la guida, pranzo in città e rientro alle 17.30 stanchi morti. Molti sono raffreddati e con mal di gola, qualcuno ha qualche linea di febbre: che sia l'aria fresca della sera, o il caldo feroce di oggi? Molto più probabilmente è una conseguenza della visita fatta nella miniera di Cracovia, con temperatura di 14 gradi e grandi sventolate nel passaggio da una galleria all'altra. E pensare che ci hanno detto di respirare a fondo perchè due ore in miniera ci avrebbero ringiovanito di due anni.

Dopo cena alcuni di noi decidono di ritornare in città: prendiamo un taxi e ci portiamo in centro per due ore di passeggiata notturna tra palazzi e piazze illuminate. E' bellissimo!

 

 

 

 

 

 

 

 

Cena di socializzazione

 

Ventesimo giorno - Visita alla città di Praga

 

 

 

 

Alle ore 9.00 ci aspetta il pullman per continuare la visita della città. Il tempo è sempre bellissimo, fa caldo come in piena estate. Fino a mezzogiorno siamo al Castello, poi scendiamo nella Piazza della città vecchia, mangiamo all'aperto e poi via a fare chilometri a piedi nei vari quartieri. Alcuni fanno un giro in battello, altri scelgono di farlo alla sera in notturna, ma poi non sarà più possibile. Rientriamo in campeggio alle 17.30 e ripetiamo l'esperienza della cena in comune con chiaccherate e bevute. Qualcuno è già partito al mattino, per impegni in Italia, altri ci lasceranno domani per un percorso alternativo o resteranno a Praga qualche giorno di più.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ventunesimo giorno - Da Praga a Cesky Krumlov e Salisburgo

 

 

 

 

 

 

Partenza alle 8.15 per il Castello di Hlubokà, dove arriviamo alle 11.20 circa. Visita con guida. Il Castello è stato rifatto più volte: ora Veduta di Cesky Krumlov l'architettura esterna risale alla metà dell'Ottocento ed è in stile neogotico. L'arredamento interno è completo, ricco di mobili intarsiati, legni intagliati che rivestono le pareti ed i soffitti, l'insieme è molto sfarzoso con lampadari e mobili bellissimi, ma nel complesso unpò pesante. Si pranza con un pasto veloce e poi via per fermarsi a visitare un grazioso paesino dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità che si chiama Cesky Krumlov. Le casette sono dipinte con colori vivaci, mentre i palazzi importanti , sono in bianco e nero, o bianco e marrone a formare un finto bugnato. Quasi tutte le costruzioni sono state restaurate ed il paese vive praticamente di turismo.

Proseguiamo il viaggio attraversando velocemente la frontiera austriaca e pernottiamo in un'area di servizio vicino a Salisburgo. Siamo tutti chiusi nei camper perchè piove a dirotto, è la prima pioggia in venti giorni; ci scambiamo qualche visita ed aleggia un pò di tristezza, dopo venti giorni trascorsi assieme è difficile separarsi però domani alcuni dovranno cambiare percorso per il ritorno.

 

 

 

 

 

 

Ventiduesimo giorno - Da Salisburgo a Bassano del Grappa

 

 

 

 

 

 

Giuseppe sacrifica i suoi baffi

Gli equipaggi che seguono per il ritorno la via del Brennero partono alle 8.15, il cielo è grigio e a tratti pioe ancora, la giornata è decisamente autunnale. Facciamo una breve sosta al Brennero e ci diamo appuntamento all'autogrill della Paganella per ulteriori saluti. Ben presto il cielo si rasserena ed il sole risplende. All'autogrill della Paganella salutiamo quelli che proseguono in direzione Verona, gli altri continuano in direzione Valsugana. Ci fermiamo per il pranzo sulle sponde del lago di Caldonazzo e poi via in direzione Bassano per una cerimonia sul Ponte degli Alpini. alla presenza della stampa, Giuseppe deve tagliarsi i baffi, infatti il camper numero 2 ha compiuto il suo dovere fino in fondo e l'incauto scommettitore deve pagare il suo pegno con grande rammarico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima di chiudere questo diario di viaggio sento il dovere di ringraziare Luciana che, oltre ad essere un'ottima cuoca e compagna di viaggio, ha tenuto un'accurata e completa cronaca di viaggio, base di questo lavoro. A tutti i partecipanti un caloroso saluto ed un ringraziamento per il loro comportamento che è stato di collaborazione e di amicizia. Qualche caloroso abbraccio, qualche lacrimuccia e qualche parola detta con voce commossa stanno a dimostrare che fra noi è nato un sentimento di reciproca stima e amicizia destinato a durare nel tempo.

 

 

 

 

Un grazie particolare all'Alpino Lucio dai componenti il camper numero 2

Giuseppe, Silverio, Gianluca

 

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