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Storia di un alpino(1°) |
Storia di un alpino (2°) |
Chi si riconosce? |
Foto del viaggio in Russia |
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OPERAZIONE SORRISO In camper a Rossosch in occasione del decimo anniversario dell'inaugurazione dell'asilo |
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Gli alpini hanno costruito un asilo per ospitare 120 bambini in terra di Russia e precisamente a Rossosch, a ricordo dei nostri soldati che da quel suolo non sono più tornati. Uno degli scopi dell'ANA sancito nello statuto, è " ricordare i caduti tramandandone le gesta agli avi". Ciò viene perseguito con l'esecuzione di opere che possono essere di utilità per le popolazioni: "Ricordare i morti pensando ai vivi".
Come
ogni mese, lo scorso maggio 2003, mi arriva per posta il giornalino
" L'ALPINO " sfogliando le pagine leggo che in occasione degli
anniversari: 60° di Nikolajewka, 10° anniversario dell'inaugurazione
dell'asilo di Rossosch e 80° della città, agli alpini camperisti viene
proposto un tour(dal 3 al 23 settembre) lungo varie nazioni e con
destinazione Rossosch ( Russia ). Non ci penso due volte e contatto
immediatamente il mio amico alpino Gian, gli spiego il viaggio,ma lui
diniega la proposta in quanto in quel periodo sarebbe stato impegnato in
un corso professionale. A malincuore.....Pazienza! Il mattino dopo mi vedo arrivare sul cellulare un messaggio che dice testualmente: " Se vuoi andare a Rossosch, io vengo " Firmato Gian Non resistevo più dalla gioia, il mio amico era riuscito a evadere l'impegno per quel periodo. E adesso? non avevamo tenuto conto che noi non avevamo il camper. E così dopo alcuni giorni siamo partiti alla ricerca per l'acquisto di un camper di seconda mano. Trovato! Ford immatricolato nel 1984. Un pò vecchiotto, per la verità, ma era talmente tanto l'entusiasmo che lo abbiamo acquistato subito. Ci siamo,quindi iscritti, a quello che per noi è stato uno dei viaggi più affascinanti.
N.B. Nel "diario di viaggio", l'alpino Gambaretto , alcune volte farà riferimento al Camper n 2. Ebbene quello è il nostro mitico automezzo.
La foto : da sinistra a destra i componenti del mitico Camper n. 2 Giuseppe - Gian - Silverio
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Qui di seguito il " DIARIO DI VIAGGIO " che il nostro capocomitiva.... Alpino LUCIO GAMBARETTO ha scritto PER NOI.... PER TUTTI! |
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L'idea è quella di organizzare, con l'appoggio dell'agenzia I.O.T., un viaggio con una ventina di camper attraverso Austria, Ungheria, Romania, Ucraina, Russia, Polonia, Repubblica Ceca, Germania e Italia. Il viaggio deve essere anche culturale, ma lo scopo principale è quello di portare un segno di amicizia e riconoscenza alle popolazioni i cui padri avevano assistito alla tragedia della ritirata dei nostri Alpini in Russia e che in molti casi li avevano aiutati a superare le immani sofferenze. Vogliamo anche portare testimonianza e omaggio ai nostri caduti in quelle terre lontane perchè il loro esempio ed il loro ricordo rimanga sempre vivo in noi. Dopo l'annuncio pubblicato su " l'Alpino " i contatti sono innumerevoli ed alla fine ci troviamo con ventidue equipaggi provenienti da varie regioni, tutti pronti ad affrontare le eventuali difficoltà con spirito alpino. La sera del 2 settembre la maggior parte degli equipaggi si trova schierata nell'area camper di Marostica, mentre quelli che risiedono nella zona ci raggiungono in macchina per un saluto e l'augurio di buon viaggio che si svolgono nella sala consiliare del Castello Inferiore di Marostica. Sono presenti. il Sindaco di Marostica Alcide Bertazzo, l'Assessore al Turismo Lorenzo Bertacco, Il presidente A.N.A. Montegrappa Bortolo Busnardo, il Consigliere Nazionale Vittorio Brunello, il Presidente del " Camper Club Bassano Marostica 2 Maurizio Miotti, la stampa e la TV locale. Il Sindaco consegna a tutti i presenti un berettino e una maglietta ricordo; poi, dopo i vari saluti, vengono presi gli ultimi accordi per la partenza ed il comportamento da tenere durante il tragitto. L'emozione è viva come pure l'entusiasmo.
Primo giorno - Da Marostica a Graz
Vengo a conoscenza che uno degli occupanti ( Giuseppe ) ha scommesso di tagliarsi i baffi qualora il mezzo arrivasse a destinazione. Si fanno notare per la loro spartana sobrietà anche il pulmino numero 17 con equipaggio di quattro simpatici amici ( il più numeroso ) ed il furgone della Protezione Civile con il nostro Mario che viaggerà sempre da solo trasportando il monumento ed un grosso carico di doni per i bambini di Rossosch. Alle ore 8.15 la colonna prende il via scortata dalla polizia municipale fino alla periferia, per raggiungere l'autostrada al casello di San Donà di Piave. Mi rendo subito conto che una colonna di ventidue camper occupa uno spazio di oltre un chilometro, e che risulta estremamente difficile comunicare con tutti. Il telefonino è rovente per chiamate da chi ha perso la strada o più semplicemente si sente troppo staccato dal gruppo. Al primo distributore dopo l'ingresso in autostrada riusciamo a ricompattarci e a ricostituire il gruppo al completo. Decido di dividere il gruppo in due tronconi con gestione autonoma, ( considerando che in seguito avremo sempre due guide ), nei quali il primo e l'ultimo camper siano dotati di buoni CB. Le cose migliorano parecchio e questo ci permette di essere tutti più tranquilli pur mantenendo una velocità di crociera piuttosto bassa. Appena si presenta una salita vedo dagli specchietti il numero 2 allontanarsi inesorabilmente, sostituendo il segnale del CB con i segnali di fumo, ma appena si presenta una discesa lo vedo arrivare come un falco orgoglioso e soddisfatto per l'impresa compiuta; anche per questo pretende sempre qualche litro in più di nafta, raggiungendo talvolta la media di sei chilometri con un litro. Proseguiamo fino a Graz dove arriviamo in due gruppi perchè uno e più precisamente il mio, sbaglia strada ed è costretto a percorrere una galleria di dodici chilometri che sembra una camera a gas, ritorniamo sui nostri passi e con l'aiuto di un taxi arriviamo al campeggio dove il numero 2 è già in posizione e ci guarda dall'alto con soddisfazione. Sono le 18,15, fa freddino, si mangia e si va dormire.
Secondo giorno - Da Graz a Budapest
Sveglia alle 7.00, colazione e partenza per la frontiera magiara dove ci aspettano le due guide. Inizia l'attraversamento della pianura magiara, dapprima fa freddino, ma l'aria si riscalda sempre più e alle 13.15 parcheggiamo a Weszprem ( città delle regine ). Mezz'ora per un panino e visita a questa graziosa cittadina di settantamila abitanti posta sopra una collina rocciosa, dominata da un castello - fortezza ora palazzo vescovile, sede di chiese, cappelle e con un panorama bellissimo sulla pianura. Proseguiamo per Budapest, dove arriviamo verso sera. Per raggiungere il campeggio dobbiamo attraversare la città, è un'impresa difficile ma ne vale la pena perchè ci permette di ammirare i palazzi che ornano la riva sinistra del Danubio illumunati dalla luce del tramonto e quelli della riva destra che delimitano la strada in una cornice rosa. Al campeggio: doccia calda, pastasciutta e poi riunione sotto gli alberi per cantare assieme, sentire qualche barzelletta, bere un buon bicchiere di vino italiano e programmare la giornata successiva. Il dott. Sbrana che rappresenta l'autorità morale e culturale del gruppo, è piuttosto abbattuto e scosso, perchè per la prima volta in vita sua è passato col semaforo rosso ( in verità, confessa poi, erano dieci ), ma non voleva perdere il gruppo. Alle 23,00 tutti a nanna, evitando di passare davanti al numero 2 per non disturbare il riposo.
Terzo giorno - Visita alla città di Budapest
A mezzogiorno si sale a Buda, in collina, che costituisce la città residenziale, con il palazzo Reale, la Chiesa di San Mattia e il bastione dei pescatori dal quale si gode un panorama mozzafiato. Breve intervallo per il pranzo e poi scendiamo per salire sulla collina della libertà, dominata da una grande alata, dalla quale si può spaziare sul Banubio con i suoi sette ponti più due ferroviari. Il giro si conclude nell'isola di Santa Margherita, con un percorso in trenino in un parco pieno di alberi ( alcuni giganteschi ), fiori, un piccolo lago, fontane, piscine e campi sportivi; quest'isola costituisce il polmone verde di Budapest. Alle 18,00 tutti in campeggio, doccia, cena, e via di nuovo in battello per ammirare la città di notte, è una gita affascinante che si conclude con i fuochi d'artificio visti dal battello ( non ci aspettavamo tanto! ).
Quarto giorno - Da Budapest a Cluy Napoca
Partenza da Budapest alle 8,15 verso la frontiera romena.
Alle ore 16,00 siamo alla frontiera romena, cambiamo guide e via verso la Transilvania. Il paesaggio cambia, formato dapprima da basse colline verdi di prati e boschi, che poi diventano più alte e assomigliante alle nostre Prealpi. Attraversiamo piccoli paesi con case sparse, prati dove pascolano mucche, pecore e decine di oche bianche. Incontriamo tanti carretti di legno trainati da cavalli o buoi e carichi di legna, fieno o sacchi di patate con sopra donne e bambini festosi. In più paesi incontriamo anche cortei matrimoniali con la sposa in testa, bandiere, grandi candele e complessi musicali, alcuni in costume, altri vestiti a festa, qualcuno trascina una pecora, una mucca o un maiale, doni per la sposa, ne abbiamo contati più di otto.....ma oggi è sabato! Arriviamo a Cluy Napoca che è già buio, sono le 21 circa. Il campeggio è posto sopra una collina, con servizi molto spartani e di tipo collettivo. fa piuttosto freddo. Una buona cena, lo scambio di qualche grappino, e poi tutti a nanna.
Quinto giorno - Da Cluy Napoca a Suceava
Sveglia alle 7,30. Alle 8,30 siamo tutti davanti alla reception in attesa del pullman per la visita della città, ma alle 9,30 telefonano che il pullman è rotto. Rinunciamo all'escursione e ci prepariamo per la partenza. Andiamo tutti a fare gasolio, ma un camperista sbaglia e fa il pieno con benzina credendo di introdurre gasolio di qualità extra è un disastro, anche perchè è domenica e non si trovano officine meccaniche aperte. Si formano due gruppi: quattordici camper partono subito, gli altri attendono per risolvere il guaio; ci ritroviamo poi alla sera in campeggio. Dopo varie peripezie riusciamo a levare la benzina e a rifare il pieno con gasolio, a risistemare la pompa che era stata staccata per errore nello svuotamento e a ripartire. Visitiamo in fretta il centro città con la chiesa ortodossa, il teatro e qualche palazzo che vorrebbe sembrare importante anche dal punto di vista architettonico e riprendiamo il viaggio su di una strada di asfalto e cemento assai dissestata, piena di buche e con lavori in corso. Gli scossoni sono continui ed il fracasso in camper ci permette a malapena di comunicare fra noi. Dopo qualche ora, la strada comincia a salire più decisamente e la vista è davvero bella. prati di un verde intenso e morbido, dove pascolano mucche e cavalli, pecore e boschi di pini ed abeti a perdita d'occhio ( chissà quanti funghi porcini! ) Lasciamo la Transilvania e percorriamo la Moldavia su fino a 1200 metri, dove facciamo una sosta all'Hotel Dracula, di qui si gode una bellissima vista panoramica a 360°, ci ricorda la Carnia ed il nostro Cadore. Alle 19,30 arriviamo al camping Popasul Turistic Bucovina di Suceava, stanchi ma soddisfatti e felici; abbiamo ancora negli occhi gli innumerevoli paesini seminati lungo la strada principale con case semplici, alcune veramente carine e dipinte con colori pastello, altre vecchie e cadenti ma testimoni di un glorioso passato. Abbiamo ancora viva l'immagine delle file di carretti piene di gente e bambini, perchè, oggi è domenica, tutti sono vestiti a festa e vanno o tornano dalle chiese, dai mercati o da altre località nelle vicinanze. Molti ci salutano agitando le mani e guardandoci un pò stupiti, qualcuno chiede un passaggio.
Sesto giorno - Visita ai monasteri della Bucovina
Settimo giorno - Da Sucevita a Kiev
Alzata
faticosa all'alba ( sono le sei ) e partenza per la frontiera ucraina
dove arriviamo alle 8,15; le formalità sono lunghe, devo ungere gli
ingranaggi e perdere qualche bottiglia di grappa e riusciamo ad
incontrarci con le nuove guide Costantino e Gallia soltanto alle 11,30;
il viaggio in Ucraina si presenta meno difficoltoso di quanto ci ha
prospettato George, la guida rumena. Le strade sono relativamente buone
e si snodano sulla pianura fra file di alberi, boschi, oche al pascolo,
pecore e mucche nei prati, coltivazioni di mais, zucche, girasoli,
patate e barbabietole, il paesaggio è sempre uguale, con dolci salite e
discese, si ha l'impressione di non procedere mai. Non mancano gli
imprevisti: dopo quattrocento chilometri la guida che viaggia al mio
fianco, Siamo senza freni, proseguite tenendovi alla larga e lasciateci una guida. Alle 23.30 arriviamo al campeggio e dopo un pò ci raggiunge anche il numero 2, ci facciamo la pastasciutta di mezzanotte contenti perchè malgrado tutto il gruppo è ancora tutto assieme.
Ottavo giorno - Visita alla città di Kiev
Nono giorno - Da Kiev a Kharkiv
Tappa di trasferimento da Kiev a Kharkiv. La strada è analoga a quella fatta nel primo tratto in Ucraina, carreggiata larga delimitata da alberi, alcuni dei quali portano già i primi segni dell'autunno con foglie di un bellissimo colore giallo e campi a perdita d'occhio con colture di girasole, barbabietole, patate e mais; tnte oche e mucche. Si vedono spesso donne con l'immancabile fazzoletto in testa che portano al pascolo una mucca o una capretta. Qui il parco macchine è veramente antiquato; le corriere, molto affollate, perdono i pezzi e lasciano una scia fumogena e maleodorante, spesso si incontrano macchine in panne lungo i bordi della strada, solo i vechi sidecar riescono a sfrecciare in sorpasso. Si vede spessissimo ai bordi della strada una specie di mercato agricolo. donne, quasi sempre vecchiette, espongono la loro mercanzia in colorati secchi di plastica: patate, mele, zucche, rari pomodori, vasi di miele; a volte sono singole, più spesso in file di dieci o dodici " bancarelle " e aspettano chiaccherando l'eventuale cliente. Finalmente una giornata senza incidenti e del tutto tranquilla; Luciana dice che il merito è suo perchè al mattino in mezzo all'erba del campeggio ha pestato una m....Alle 20,00 arriviamo in campeggio sul retro di un albergo e con quattro poliziotti che montano di guardia. Purtroppo qui arriva anche una brutta notizia per un nostro camperista: la morte della mamma! Ci stringiamo intorno a lui e proviamo ad organizzargli subito il viaggio di ritorno per il funerale. La cosa risulta impossibile, ci vogliono almeno due o tre giorni, così si rimedia rinviando il funerale in Italia e lui prosegue il viaggio con noi.
Decimo giorno - Da Kharkiv a Rossosch
Partenza alle 8.30 per la frontiera russa, dove arriviamo alle dieci circa. Quattro controlli all'uscita dall'Ucraina e alle 11,30 entriamo in quella russa per uscirne alle 18,00, dopo ore di attesa allucinanti; code per il passaporto, per le targhe dei camper che a loro dire non sono regolari, per l'assicurazione, per l'esportazione temporanea del mezzo, per il controllo ecologico etc....Sempre in fila, senza mangiare, e con l'incubo di sbagliare qualcosa e sempre rubli, euro e bottiglie per evitare di restare in frontiera fino al giorno successivo. Meglio evitare qualsiasi commento. Riprendiamo il cammino e osserviamo il paesaggio russo. è sempre pianeggiante ma diverso dai precedenti, i campi sono un pò ondulati, coltivati a mais e girasole, guardando l'orizzonte si ha quasi l'impressione di percepire la rotondità della terra, tanto sono estesi e con pochi alberi. Frequenti sono le balze profonde dieci quindici metri, ricoperte di erba e segnate in profondità da striature bianche formate dagli strati di gesso o carbonato messi a nudo; l'effetto è molto bello ed aumenta con l'imbrunire, perchè nel fondo delle balze ci sono i villaggi che evidentemente sono al riparo dai venti freddi invernali. Sono avvolti in una nebbia bassa che dà loro un'atmosfera magica, ma a guardar meglio non si tratta di nebbia: è fumo che esce dai camignoli e poi si fonde e ristagna sopra le cas3e nascondendo i villaggi. Ammiriamo il tramonto e il sorgere della luna piena, con Marte davanti a noi che ci guida fino a Rossosch, dove arriviamo alle 24,00 circa. Ci aspetta la polizia e ci vengono a salutare il Presidente dell'A.N.A. Parazzini e il Consigliere Brunello; cantiamo assieme " Signore delle Cime " per il nostro amico Maggini che ha perso la mamma e poi tutti a nanna. Siamo felici e soddisfatti per aver raggiunto la meta.
Undicesimo giorno - Visita ai luoghi che hanno visto l'epopea dei nostri Alpini
Al
pomeriggio riprendiamo il pellegrinaggio nei luoghi che hanno visto il
sacrificio di tante
Dodicesimo giorno - Cerimonia a Rossosch in occasione del decimo anniversario della realizzazione dell'asilo e inaugurazione del monumento.
Visitiamo l'asilo che è veramente bello e funzionale; ci dicono che qui a Rossosch ci tengono molto a mandare i bambini in questa scuola " degli italiani " dove rimangono dalle sette del mattino fino alle 19,99 , e la lista di attesa per poterla frequentare è molto lunga.
Incontriamo
amici giunti con l'aereo e poi in treno, ci scambiamo opinioni, beviamo
un
Tredicesimo giorno - Da Rossosch a Kharkiv
Sveglia alle sette e di corsa al mercatino per comperare regalini o fare qualche provvista e poi alle nove partenza. Salutiamo Rossosch e il nuovo monumento inaugurato ieri e alle 16,15 siamo in frontiera, regoliamo l'orologio alle 15,15 ( così guadagniamo un'ora ) e muniti di santa pazienza affrontiamo i doganieri. Paghiamo subito in bottiglie di vino e grappa per accellerare il passaggio; più 3,75 euro per la tassa ecologica e subiamo gli assurdi controlli ai nostri motori, quando i loro mezzi possono appestare l'aria e fare una cortina fumogena irrespirabile, va bene così! Alle 17,15 rientriamo in Ucraina, evviva! Ma è un pia illusione: vediamo in lontananza un piccolo chiosco e qualcuno ci viene a dire che dobbiamo versare una nuova tassa di 8,5 euro. Chiediamo la ragione di questo nuovo balzello senza ottenere risposta, alla fine ci dicono che si tratta di una forma di assicurazione. Mi reco dal responsabile con la carta verde e gli faccio capire tramite la guida, che la nostra assicurazione all'estero comprende anche l'Ucraina, ma la prima risposta è " Quella non è valida ". Sdegnato faccio sapere che appena giunto a Kiev porterò le ricevute all'ambasciata italiana, dopo un lungo confabulare fra gli addetti ci viene restituito il denaro con la riconsegna delle ricevute. Finalmente possiamo ripartire! Dopo qualche chilometro arrivano due macchine della polizia a sirene spiegate, nuova sosta, al controllo manca una ricevuta, ma poi arriva un contrordine che la ricevuta è stata regolarmente consegnata e noi possiamo ripartire ( non ci sono documenti che possano testimoniare irregolarità ). Sono le 18,30. Quando ripartiamo è ormai l'imbrunire e arriviamo al motel di Kharkiv alle 20 circa. Qui ci aspetta la corriera con una guida locale per una breve visita della città, poi ceneremo al ristorante. L'impressione sulla città non è brutta, ma certo abbiamo visto poco e in fretta, è una città commerciale e industriale ( qui producono gli Antonov) con università anche per stranieri e con un esiguo centro storico. La città è nata nel 1700 come città fortezza e ha subito molte distruzioni durante le due guerre mondiali. Alle 22 passate ceniamo nel ristorante dell'hotel a cui ci appoggiamo , con meno di 6 euro a testa.
Quattordicesimo giorno - Da Kharkiv a Kiev
Tappa di trasferimento da Kharkiv a Kiev, si parte alle 8,15 e si arriva a Kiev alle 18,45. Viaggio un pò noioso e monotono senza ravi inconvenienti. Comperiamo miele, noci e susine dalle contadine schierate lungo la strada e arriviamo in modo un pò disordinato al campeggio di Kiev.
Quindicesimo giorno - Da Kiev a Leopoli
Sveglia alle 6,00 e partenza per Leopoli alle 7,00, altra tappa di trasferimento di più di 500 chilometri. La giornata si presenta un pò più cupa, il cielo è coperto, ma non fa freddo. Il paesaggio è estremamente monotono, come nella prima parte dell'Ucraina percorsa all'andata. A pochi chilometri dall'arrivo il camper n 11 segnala un guasto al cambio, ma in qualche modo riesce a raggiungere il campeggio. Sono le 17,30. Al traino del mezzo della Protezione Civile viene rimorchiato da un meccanico, ritorna dopo un'ora circa...riparato! Applauso generale. Alle 19,30, con un'ora e mezza di ritardo, arriva la corriera per portarci nel centro di Leopoli. E' ormai buio e vediamo ben poco. nel nostro giro a piedi cerchiamo un ristorante per 42 persone. Non è facile ma alla fine troviamo un bell'ambiente con un'arpista che ci allieta durante tutta la cena con dolci melodie. A mezzanotte si ritorna un pò assonnati al campeggio.
Sedicesimo giorno - Da Leopoli a Cracovia
Sveglia alle sette, con l'inno nazionale e partenza alle 8,00; ci aspetta la frontiera ucraina che speriamo meno dfficoltosa qui a nord ovest. Dopo qualche chilometro al numero 11 si ripropone il problema del giorno precedente che sembrava risolto. Trasciniamo il mezzo presso un secondo meccanico e mentre il numero 2 con la protezione civile, io e una guida seguiamo la sorte del numero 11, gli altri proseguono verso la frontiera con Gallia. L'intervento, che è una ripetizione di quello precedente, ossia. spurgo dell'aria dalla pompa che agisce sulla frizione, è concluso dopo un'ora e mezza circa. Ci rimettiamo in cammino ma dopo una decina di chilometri il problema si ripropone. Troviamo una specie di centro tecnico, dove si svolge un gran consulto con l'intervento di cinque o sei meccanici, uno di questi parla un pò l'italiano così riusciamo a fare, con più dettagli la cronistoria del guasto. Dopo varie discussioni viene pronunciata una diagnosi che dà due possibilità per la soluzione: sostituzione di un tubicino che a loro giudizio permette infiltrazioni d'aria, o cambio della pompa; quest'ultima però deve essere ordinata e ci vogliono almeno due giorni. Cominciamo dalla causa più semplice e proviamo a sostituire il tubicino. L'intervento sembra molto semplice, ma dura più del previsto con rottura di un tronchesino, di una pinza e la deformazione di un cacciavite. Interveniamo con i nostri strumenti e alla fine il tubicino viene sostituito. Ripartiamo con l'assicurazione che al novanta per cento il guasto è riparato. Pia illusione! Dopo pochi chilometri siamo al punto di partenza. Sul numero 11 sale Gianluca che riesce a innestare la terza marcia e a ripartire giungendo fino a 15 chilometri dalla frontiera. Qui deve fermarsi a un distributore per fare gasolio ed il mezzo si arresta definitivamente. Con l'aiuto della Protezione Civile trainiamo il mezzo presso un altro centro tecnico e proviamo a vedere se è possibile reperire una pompa che possa sostituire quella in dotazione al numero 11, la ricerca non da esito ed allora decido di toglierla e ritornare a Leopoli con la guida dove esiste un concessionario Mercedes. La tensione è notevole provoca una seconda ricaduta alla nostra guida che stramazza sul cortile in preda ad un nuovo attacco epilettico. Arriva il nostro dottore che con qualche intervento appropriato lo riporta a conoscenza. decido di partire per Leopoli da solo con Mario e per nostra fortuna arriviamo per la via più corta al centro città, dove un tassista mi conduce al magazzino Mercedes. Dopo un paio di ore sono di ritorno con la pompa che viene sostituita e possiamo finalmente ripartire per la frontiera. Durante la nostra assenza il dottor Sbrana che è anche psichiatra, non resta inattivo, si prende cura dell nostra guida, ne analizza il comportamento e la situazione dal punto di vista medico, così da mettere a punto una cura appropriata per la quale fornirà egli stesso i medicinali dall'Italia con l'aiuto di amici. Grazie dottore a nome di tutti! Verso le 17,00 arriviamo alla frontiera dove ci aspettano l'altra guida e il mio camper condotto da Momi. Ci accolgono con gioia e sollievo, qui però c'è una fila che non finisce mai, gente che è in sosta dalla notte precedente e la prospettiva di passare è proprio nera. La guida è riuscita a fare un accordo con i doganieri e pagando 20 euro per camper, in due rate, ha fatto passare il gruppo. Paghiamo anche noi le nostre quote, salutiamo le guide e dopo un'ora e mezza dei soliti controlli siamo in Polonia. Siamo da soli perchè le due guide polacche sono già partite con il grosso del gruppo. Subito dopo la frontiera si presenta ai nostri occhi una scena inedita: una colonna interminabile di autotreni lunga alcuni chilometri è ferma in attesa di passare la frontiera, occupando quasi completamente la carreggiata. A passo d'uomo e facendo un pò di slalom riusciamo a superarla e ad avviarci verso Cracovia. Alle 20.30 ci fermiamo per cenare presso un simpatico ristorante perchè tutti abbiamo bisogno di scaricare la tensione della giornata ed i morsi della fame che si fanno sentire dopo tante ore di peripezie. A Cracovia contattiamo un taxi che ci porta fino al campeggio dove giungiamo che sono ormai le 2 di notte. Siamo stanchi ma soddisfatti. Tra noi lo spirito di amicizia e solidarietà ci lega sempre di più!. Le strade migliori, il paesaggio, le case e i palazzi in muratura, i negozi, i centri abitati pieni di luce e di vita ci fanno sentire quasi a casa. L'Ucraina con la sua povertà appartiene alla conoscenza e al ricordo.
Diciassettesimo giorno - Visita di Cracovia
Visita alla città di Cracovia: sveglia alle 8.00 e partenza alle 9.00 con pullman locale e guida. Giro della città, visita al castello, alla piazza, al quartiere ebraico ed alla miniera di sale, molto sfruttata dal punto di vista turistico. La guida è brava e simpatica, la città è bella, il tempo pure e lascia in tutti noi una buona impressione. E' una città che merita una visita più approfondita, vale la pena di tornare.
Diciottesimo giorno - Da Cracovia a Praga
Partenza
alle 7.30 per la frontiera cecoslovacca, lungo il percorso abbiamo modo
di osservare la vitalità e lo sviluppo di tante piccole imprese
polacche, particolarmente numerose quelle che producono mobili o
arredamenti in genere; attraversiamo la cittadina che ha dato i natali a
Karol Wojtyla e del quale la guida parla con orgoglio, come del resto
testimoniano anche le strutture intorno alla chiesa principale che ha
visto il suo battesimo con grandi striscioni e bandiere inneggianti al
papa. Verso le 11.00 arriviamo in frontiera, dopo
Diciannovesimo giorno - Visita alla città di Praga
Dopo cena alcuni di noi decidono di ritornare in città: prendiamo un taxi e ci portiamo in centro per due ore di passeggiata notturna tra palazzi e piazze illuminate. E' bellissimo!
Ventesimo giorno - Visita alla città di Praga
Alle ore 9.00 ci aspetta il pullman per continuare la visita della città. Il tempo è sempre bellissimo, fa caldo come in piena estate. Fino a mezzogiorno siamo al Castello, poi scendiamo nella Piazza della città vecchia, mangiamo all'aperto e poi via a fare chilometri a piedi nei vari quartieri. Alcuni fanno un giro in battello, altri scelgono di farlo alla sera in notturna, ma poi non sarà più possibile. Rientriamo in campeggio alle 17.30 e ripetiamo l'esperienza della cena in comune con chiaccherate e bevute. Qualcuno è già partito al mattino, per impegni in Italia, altri ci lasceranno domani per un percorso alternativo o resteranno a Praga qualche giorno di più.
Ventunesimo giorno - Da Praga a Cesky Krumlov e Salisburgo
Partenza
alle 8.15 per il Castello di Hlubokà, dove arriviamo alle 11.20 circa.
Visita con guida. Il Castello è stato rifatto più volte: ora Proseguiamo il viaggio attraversando velocemente la frontiera austriaca e pernottiamo in un'area di servizio vicino a Salisburgo. Siamo tutti chiusi nei camper perchè piove a dirotto, è la prima pioggia in venti giorni; ci scambiamo qualche visita ed aleggia un pò di tristezza, dopo venti giorni trascorsi assieme è difficile separarsi però domani alcuni dovranno cambiare percorso per il ritorno.
Ventiduesimo giorno - Da Salisburgo a Bassano del Grappa
Gli equipaggi che seguono per il ritorno la via del Brennero partono alle 8.15, il cielo è grigio e a tratti pioe ancora, la giornata è decisamente autunnale. Facciamo una breve sosta al Brennero e ci diamo appuntamento all'autogrill della Paganella per ulteriori saluti. Ben presto il cielo si rasserena ed il sole risplende. All'autogrill della Paganella salutiamo quelli che proseguono in direzione Verona, gli altri continuano in direzione Valsugana. Ci fermiamo per il pranzo sulle sponde del lago di Caldonazzo e poi via in direzione Bassano per una cerimonia sul Ponte degli Alpini. alla presenza della stampa, Giuseppe deve tagliarsi i baffi, infatti il camper numero 2 ha compiuto il suo dovere fino in fondo e l'incauto scommettitore deve pagare il suo pegno con grande rammarico.
Prima di chiudere questo diario di viaggio sento il dovere di ringraziare Luciana che, oltre ad essere un'ottima cuoca e compagna di viaggio, ha tenuto un'accurata e completa cronaca di viaggio, base di questo lavoro. A tutti i partecipanti un caloroso saluto ed un ringraziamento per il loro comportamento che è stato di collaborazione e di amicizia. Qualche caloroso abbraccio, qualche lacrimuccia e qualche parola detta con voce commossa stanno a dimostrare che fra noi è nato un sentimento di reciproca stima e amicizia destinato a durare nel tempo.
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